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Gennaio 2012

Lezioni dalle formiche

By | Riflessioni

Leggevo un articolo di Jim Rohn su quello che possiamo imparare dalle formiche. Invece delle solite banalità, metteva secondo me, in evidenza delle cose interessanti.

Direi che non è un caso che questo grande pensatore, scomparso da poco, sia stato il mentore di tanti, tra cui del mio amato Tony Robbins.

Ci sono tante cose che possiamo imparare dalle formiche ma Jim Rohn parlava principalmente di tre.

La prima, le formiche non mollano mai. Se provi a bloccare il percorso di una formica lei troverà un’altra strada. Se le metti un ostacolo lo supera o ci gira attorno. In un modo o nell’altro trovano una strada. Non si fermano e non tornano indietro. Cercano nuovi modi per raggiungere il loro obiettivo. Forse dovremmo fare lo stesso.

La seconda, le formiche durante l’estate pianificano il loro inverno. A differenza della storiella sulla cicala e la formica qui il messaggio è diverso. Un conto è godersi l’estate, un conto è sprecarla senza pianificare il proprio inverno. Quante sono le persone che hanno stragoduto dell’aumento di reddito portando immediatamente il loro stile di vita a livello (o addirittura andando oltre) per poi non avere nulla per superare un imprevisto o un momento difficile? Tante e io sono tra queste. Dobbiamo creare un fondo, con i nostri soldi, nei nostri rapporti, nelle nostre relazioni… bisogna seminare e non si semina in inverno quando il terreno è ghiacciato.

Terzo, le formiche durante l’inverno pensano all’estate. In altre parole nei momenti difficili pensano a un futuro migliore. Non si lasciano sedurre dall’idea che l’estate è eterna ma non si lasciano nemmeno deprimere dalle difficoltà, crisi o periodi neri. Sanno che tutto passa e si preparano, nel caso dell’inverno si godono il caldo del formicaio, stanno tutte unite e pianificano le gite estive.

Sono insetti da un piccolo cervello quindi sono semplici e ci possono insegnare cose semplici come: non mollare mai, pensa a lungo termine, pensa positivo e fai squadra.

Penso che in questi giorni metterò in pratica gli insegnamenti delle formiche.

Buona settimana.

Claudio

3 piccoli accorgimenti per migliorare la tua vita

By | Riflessioni

Siamo sempre di corsa, dobbiamo produrre di più e meglio. La crisi porta a dover migliorare e nel frattempo ci perdiamo nel frullatore delle tante cose e dei tanti impegni.

Sono molte le cose che io devo imparare una di esse è quella di pianificare meglio le mie attività. Non posso lamentarmi penso di essere molto efficace ma sicuramente mi lascio prendere e spesso mi frego da solo.

E allora che fare? Non serve molto, bastano tre piccoli accorgimenti.

Il primo: “No”

Impara a dire di no. Più cose hai nella tua vita e più cose arriveranno. Ci sarà sempre qualcuno con qualche buona idea, o con richieste (o problemi). Il segreto è saper dire di no. Lo so è difficile, vuoi essere gentile e non perderti nulla ma se dici sempre di “si” rischi di perderti le cose importanti per te, fare un torto alla tua vita e alle richieste che meritano il tuo “sì”. Lo so ultimamente lo dico spesso, ma lasciamelo dire anche oggi, sii più selettivo.

Secondo: Diventa meno reattivo e più creativo

Essere reattivo significa rispondere alle richieste e a quello che accade. Per certe cose è inevitabile sono gli imprevisti che come dice la parola stessa non puoi prevedere. L’opposto è essere proattivi, cioè agire prima. L’evoluzione è essere creativi. Cosa puoi fare per essere ancora più proattivo in modo diverso? Ci sono cose che puoi anticipare al punto di eliminarle? Cioè far sì che non arrivino nemmeno sul tuo tavolo?

Cosa potresti fare di diverso in modo semplice ma molto efficace? Come potresti organizzare alcune attività per far sì che prendano meno tempo (o energia) da te, mantenendo la qualità del lavoro?

Terzo: “Droghe” e gratificazione immediata

L’ho scritto nel mio libro. Ci sono attività che sono come droghe? Cioè ti danno sollievo nel momento ma ti tolgono energia (e tempo)?

Usi troppo Facebook inutilmente? O sei ancora attaccato alla vecchia TV?

Lo so avere tanti “mi piace” alla citazione che hai messo in bacheca è bello, ma ti serve?

Non ne faccio una questione morale o di principio, se mi conosci anche solo un po’ sai che non è il mio stile. Voglio solo farti pensare.

Il tempo è sempre troppo poco, le cose da fare tante, gli obiettivi e i sogni da realizzare ancora di più.

Meglio utilizzare bene le nostre risorse. Meglio creare abitudini che creano una vita di qualità.

Abbiamo tutti, io di certo, piccoli rituali che sono poco funzionali. Basta eliminarli, e magari sostituirli con qualcosa di più utile, e tutto cambia.

Spegni la tv e leggi un libro. Metti un’audio invece di ascoltare la radio in macchina. Chiudi Facebook e fai una passeggiata.

Non è necessario stravolgere tutto bastano pochi piccoli accorgimenti. I risultati saranno grandissimi!

Buona settimana.

Claudio

L’importanza della selezione

By | Riflessioni

Domenica è stata una bella giornata. Eravamo in aula con tante belle persone per il workshop “Obiettivi!” la giornata che facciamo a settembre e a gennaio (i due inizi di anno). Come sempre mi entusiasmo e mi commuovo nel vedere tante belle persone che si prendono la briga di investire un giorno intero per migliorarsi e pianificare.

Vederli tutti lì mi ha reso fiero e mi ha fatto sentire la responsabilità del mio lavoro. La gente mi ascolta e spesso segue i miei consigli. Mamma mia!

Tra le tante cose, abbiamo ragionato sulla selezione. Il concetto del “gruppo dei pari” è ormai noto a tutti.

Secondo Wikipedia (è un estratto):

“Il gruppo dei pari è un gruppo di persone accomunato da caratteristiche similari quali: età, frequentazione o ambienti di lavoro, attività del tempo libero comuni … Può essere considerato come un’agenzia di socializzazione in grado di formare opinioni e orientare il comportamento degli individui… infatti l’influenza degli amici può coinvolgere a tal punto da far intraprendere abitudini e comportamenti negativi. Il gruppo, quindi, è un luogo in cui si può crescere, dove si può dare forma all’innovazione ed elaborare pensieri critici riguardo gerarchie e rigidità del sistema, e questo sia dal punto di vista individuale che collettivo”.

Si dice che se vai con lo zoppo impari a zoppicare, per questa ragione il gruppo dei pari (cioè le persone che frequenti e/o a cui dai il diritto di influenzarti) è importantissimo.

Nella giornata ho consigliato di non risparmiare su alcune cose. Quando si tratta di salute o educazione, per esempio, credo che sia meglio prendere il meglio che si può. Come dice la pubblicità di un negozio di scarpe a Bergamo “la qualità o la paghi prima o la paghi dopo”.

Lo stesso vale per le persone che scegliamo. Dovremmo cercare il meglio perché lo meritiamo. Ovviamente se vuoi il meglio devi tu stesso adeguarti allo standard.

Non importa se sei l’Amministratore Delegato dell’azienda o il magazziniere, sii il meglio che puoi in quello che fai.

Se avessimo selezionato il meglio certe cose non sarebbero successe. Le “leggerezze” (le hanno chiamate così) sono spesso la causa di disastri, attuali o antichi, fatti da persone selezionate male che fanno le cose male.

Incomincia a fare un po’ di pulizia. Dopo l’armadio e le attività elimina le frequentazioni che non meritano. Se sono persone a cui vuoi bene, o a cui sei legato, continua ad amarle e lasciale andare per la loro strada.

Parliamo tutti di meritocrazia e allora iniziamo ad applicarla. Tony Robbins dice che nelle aziende si dà troppa attenzione a chi ha bisogno e troppa poca a chi se la merita.

Forse dovresti iniziare a dare più tempo, più attenzione e più diritto ad influenzarti a chi se lo merita. Gli altri troveranno qualcun altro da influenzare negativamente, se sono furbi, cresceranno con te e cambieranno il loro gruppo di pari seguendoti.

Se ti adatti a quello che “gli altri” vogliono da te senza selezionare chi sono avrai una vita molto poco soddisfacente. Seleziona. Sii severo.

Scegli un gruppo di pari che ti merita, scegline uno straordinario, poi diventa la persona che si merita di essere in quel gruppo altrimenti saranno loro ad eliminarti.

Buona settimana di selezione.

Claudio

Mantenere la parola data

By | Riflessioni

Ho avuto la fortuna di avere due genitori straordinari. Non erano colti ma erano molto intelligenti, non avevano tanti soldi ma erano ricchi, non avevano titoli nobiliari ma erano dei signori.

Mi hanno insegnato tante cose. Tantissime. Molte di queste mi hanno aiutato e mi aiutano nella mia vita e nel mio lavoro. Sono state utili nei momenti difficili, nei miei viaggi o permanenze in giro per il mondo e per costruire chi sono.

Alcune di queste cose sono specifiche come: l’uomo cammina all’esterno del marciapiede, la gomma da masticare si stacca subito dai tessuti se la metti in freezer. Altre sono concetti più ampi come: la gentilezza, la cortesia, l’onestà e il mantenere la parola data.

Vorrei che più persone avessero avuto lo stesso insegnamento. Quest’ultimo almeno. Devo ammettere che, tra quello che ho imparato da loro e quello che ho imparato lavorando nel mondo dell’albergo di lusso, mi vanto di conoscere molte “regole” dell’educazione, alcune ormi sorpassate che però sono curiose e mi piacciono. Se le conoscessimo tutti avrei un argomento di conversazione in meno.

Quello del mantenere la parola data però mi piacerebbe fosse condiviso da tutti. È mai possibile che siano sempre di meno le persone che promettono qualcosa per poi mantenerla?

Non c’è compagnia telefonica che faccia quello che dice quando sottoscrivi l’abbonamento, non c’è artigiano che rispetti i tempi o il preventivo, per non parlare dei politici (di tutti i colori e a qualsiasi livello).

Questo ormai è un dato di fatto, ma la cosa si è espansa ovunque. Persone con cui fai affari, “amici” che metto tra virgolette di proposito perché non sono veri…

Era così bello una volta. Una volta potevi dire: “sono tranquillo, mi fido di lui abbiamo stretto la mano” oppure “si, sono sicuro mi ha dato la sua parola”.

Stanotte ho sognato che avevo tutti i capelli bianchi, come mio Papà che li aveva brizzolati da quando aveva vent’anni. Non che i capelli argentati mi manchino ma non sono ancora tutti bianchi. Forse il sogno mi sta dicendo che sto diventando vecchio.

Forse ragiono da vecchio rimpiangendo le cose che non ci sono più. Se è così allora lo ammetto: sono vecchio. Voglio una cosa che non c’è più. Voglio essere circondato da persone che mantengono le promesse e se non ci riescono te lo dicono prima, si sentono a disagio e ti chiedono scusa.

Non come l’ultima volta che un mio “amico” mi ha preso in giro, sapendo di farlo. Alla fine secondo lui sono io che prendo le cose troppo sul serio, “non siete mica voi della PNL” (che caspita significa questa frase?) “a insegnare la flessibilità?” mi ha detto?!?

Si caro mio siamo noi della PNL a insegnare la flessibilità. Flessibilità non significa dimenticarsi della parola data. Suvvia è una questione di stile, di congruenza, di serietà. La flessibilità è un’altra cosa. È quella che ho avuto io nell’eliminarti dalle persone con cui faccio accordi.

Un conto è essere flessibili, un corso e prestare il sedere a chi ti prende in giro. Una cosa è certa se vuoi fare il furbo sei libero di farlo, soprattutto nel nostro bel paese, purtroppo. Ma non con me. Io preferisco essere all’antica, guadagnerò di meno forse ma preferisco così. Credimi ti do la mia parola, la mia vale ancora.

Buona settimana.

Claudio

 

 

Qualcosa da eliminare

By | Riflessioni

L’inizio dell’anno è sempre un momento in cui si fa il punto della situazione della propria vita e si fa qualche buon proposito.

Per me è sempre stato un momento per definire gli obiettivi, i risultati che voglio creare nella mia vita personale e professionale.

Da un paio di anni ormai mi prendo il lusso di fare un po’ di vacanza. Andiamo via, senza telefono e con pochi collegamenti a internet così stacchiamo del tutto, riposiamo e ci liberiamo dalla routine che ci impegna tantissimo.

Da qualche tempo ormai si dice che dovremmo fermarci per decidere cosa volgiamo ma anche cosa non vogliamo, su cosa ci focalizzeremo ma anche cosa ignoreremo. Per le aziende ci si è accorti che è importante definire la vision e mission, quello che l’azienda è, come fa ma anche quello che non è e non vuole fare.

Se hai letto il mio libro sai che riporto un concetto famoso, non mio, delle 4 azioni che puoi mettere in atto per cambiare la tua vita e averla come tu la vuoi.

Te le ricordo:

–       puoi iniziare a fare qualcosa,

–       puoi smettere di fare qualcosa,

–       puoi fare di più qualcosa,

–       puoi fare di meno.

Visto che le profezie (o le interpretazioni di qualcuno) ci dicono che il mondo finirà, o il mondo che conosciamo finirà; cosa che è già successa, ti faccio due esempi automobilistici: Jaguar è stata comprata dagli indiani; il Presidente Americano ha dato un finanziamento statale alla Chrysler a condizione che si facesse comprare da FIAT. Ricordi che GM ha pagato FIAT per non comprarla?

E allora visto che tutto finirà perché non decidere di finire qualcosa anche tu?

Ecco un paio di cose, in ordine sparso, che io ho deciso di smettere di fare:

  • Smetterò di guardare il mio smatphone ogni volta che mi dirà che è arrivata una mail  o un messaggio. Invece di fare la scimmietta ammaestrata farò l’umano saggio. Le ricerche dicono che è meglio controllare la posta ogni 60/90 minuti, invece che continuamente perchè aumenta la produttività. Non ci volevano degli studi, bastava il buon senso ma visto che adesso è scientifico aumenterò la mia produttività e diminuirò lo stress da vibrazione. In queste due settimane lontano dal mio telefonino sono stato benissimo e nessuno è morto per aver aspettato qualche ora la mia risposta alla sua mail.
  • Smetterò di rispettare i momenti canonici per mettermi in contatto con le persone. Invece di mandare un sms generico per augurare buon Natale ai miei contatti, ne manderò uno ogni tanto per farmi sentire o solo per salutare. E magari invece dell’sms faccio una bella telefonata. Breve, intensa e sincera.
  • Smetterò di leggere le cose che non mi interessano e/o non mi servono: mail, giornali inutili e così via. Lo stesso farò con la TV e le persone. Meglio occupare i miei neuroni di informazioni utili, divertenti o belle.
  • Sul lavoro smetterò di dire di sì per non essere scortese. Dirò di sì se e quando la cosa mi piace e/o è interessante e/o è produttiva. Farò lo stesso nella mia vita privata. Forse diventerò un po’ più antipatico a qualcuno ma va bene. È il mio tempo, sono i miei soldi, è la mia vita e c’è crisi. Bisogna spendere bene.
  • Smetterò di complicare le cose. (Questa è tosta da fare). E starò alla lontana da chi le complica. Smetterò di prendermi troppo sul serio. Non ne vale la pena e dopotutto non serve a molto.

Tutto questo ragionamento nasce da un bell’articolo che ho letto. Sembrava scritto per me ma condivido l’ispirazione e le mie decisioni forse possono esserti utili.

Mia figlia mi ha chiesto se davvero ci sarà la fine del mondo nel 2012. Le ho risposto come rispondeva mio Padre a me quando facevo quella domanda: “penso proprio di no, Dio non crea cose così straordinarie per distruggerle, forse le cambia ma sicuramente non le distrugge”.

È quello che credo. Detto questo facciamo finta che ci sia davvero la fine del mondo. Usiamo il consiglio del buon Steve Jobs e pensiamo che sta per finire. Se fosse così cosa smetteresti di fare?

Se smetti di fare hai più spazio per altro. Come quando pulisci l’armadio di cose che non metti più. Hai spazio per roba nuova. E a volte tieni lo spazio vuoto, non bisogna mica sempre riempire. Spazio vuoto è comodità.

Se non fosse per le gran vacanze che mi sono preso negli ultimi due anni dove ho fatto spazio sarei ancora quello che ero. No good.

Smetti, butta via, fai spazio, elimina. Se ti alleggerisci riesci a spiccare meglio il volo.

Che sia un 2012 straordinario! Uno di quegli anni che nemmeno la migliore delle profezie poteva prevedere.

Claudio