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Novembre 2011

in memoria di Freddy Mercury

By | Riflessioni

Sono già passati 20 anni dalla sua scomparsa. E’ bello vedere che il mondo lo ricorda, mi sembra giusto ci ha regalato tante belle canzoni e tante belle emozioni.

Riascoltando questa, una delle mie preferite grazie anche al contributo del mio Bowie, mi è parso fosse scritta per noi, per questi tempi così pieni di sfide.

Grazie a Freddy Mercury e tutti quelli che ci hanno dato e ci danno emozioni…

UNDER PRESSURE (Queen & David Bowie)

Mm ba ba de

Um bum ba de

Um bu bu bum da de

Pressure pushing down on me

Pressing down on you no man ask for

Under pressure that brings a building down

Splits a family in two

Puts people on streets

Um ba ba be

Um ba ba be

De day da

Ee day da – that’s okay

It’s the terror of knowing

What the world is about

Watching some good friends

Screaming ‘Let me out’

Pray tomorrow gets me higher

Pressure on people people on streets

Day day de mm hm

Da da da ba ba

Okay

Chippin’ around – kick my brains around the floor

These are the days it never rains but it pours

Ee do ba be

Ee da ba ba ba

Um bo bo

Be lap

People on streets – ee da de da de

People on streets – ee da de da de da de da

It’s the terror of knowing

What this world is about

Watching some good friends

Screaming ‘Let me out’

Pray tomorrow – gets me higher higher high

Pressure on people people on streets

Turned away from it all like a blind man

Sat on a fence but it don’t work

Keep coming up with love but it’s so slashed and torn

Why – why – why?

Love love love love love

Insanity laughs under pressure we’re breaking

Can’t we give ourselves one more chance

Why can’t we give love that one more chance

Why can’t we give love give love give love give love

give love give love give love give love give love

‘Cause love’s such an old fashioned word

And love dares you to care for

The people on the (People on streets) edge of the night

And loves (People on streets) dares you to change our way of

Caring about ourselves

This is our last dance

This is our last dance

This is ourselves

Under pressure

Under pressure

Pressure

“Whaterver language you speak live italian”

By | Riflessioni

Questo era lo slogan di una pubblicità dell’acqua S. Pellegrino. In tutte le foto della campagna pubblicitaria un gruppo di amici, tutti sorridenti, tutti molto italiani nel look seduti sui tavoli all’aperto di un tipico bar italiano.

Stamattina mentre sorseggiavo il mio cappuccino accompagnato dalla mia brioche, tipica colazione malsana italiana, pensavo a questa pubblicità.

Nel bar le persone andavano e venivano. Il tipico bar milanese. Qualcuno di fretta butta giù il caffè, qualche “esperto” parla di sport, il barista prepara velocemente le bevande salutando per nome gli abituè. Questa è l’atmosfera che ha affascinato il fondatore di Starbucks. Una cosa tutta italiana.

Pensavo alle tante differenze che ci accomunano. La brioche che diventa cornetto o pasta al cambiare della regione. Lo stile diverso dei baristi di rivolgersi ai clienti e dei clienti di vivere il bar …

Stamattina sono particolarmente di buon umore. Noto le cose che vanno, le cose belle. Sono ottimista. A vedere questo bar penso che questo paese ce la farà.

Sarà dura, dovremo fare tanti sacrifici. Forse è un bene. Quando eravamo più poveri ci godevamo più la vita. Passavamo più tempo con gli amici, al bar, in piazza in casa. E in quei momenti non controllavamo le mails sui nostri smartphone che ci rendono sempre più stupidi.

Magari quando si faceva il sugo lo si portava alla vicina che ci guardava i figli quando andavamo in posta … Si lavorava tanto, si mettevano via i soldi per comprare la macchina o per fare la vacanza (invece di prenderla prima con un prestito a interessi altissimi), la domenica si facevano le gite fuori porta per conoscere le nostre belle città.

Andavamo al cinema e magari parlavamo del film con i nostri amici e nei viaggi in treno invece ascoltare la musica nei nostri iPod parlavamo con gli altri passeggeri.

Tempo fa una persona straniera che era qui in Italia mi chiese: “ma che fine hanno fatto gli italiani? Quelli che avevo visto io dieci anni fa. Quelli che ridono, godono della vita e della compagnia e poi quando c’è da lavorare fanno sul serio”. “Non so” ho risposto.

Oggi in questo bar ne ho visti un paio. Speriamo che gli altri si stiano risvegliando. Il paese ha bisogno di loro, l’Europa ha bisogni di loro, il mondo ha bisogno di loro.

Quindi “qualsiasi lingua tu parli vivi in italiano!”

Buona settimana.

Claudio

un nuovo inizio

By | Riflessioni

Oggi è il primo giorno di un’era nuova. Non so cosa pensi di quella passata, non so cosa pensi del nuovo Presidente del Consiglio, non cosa hai votato, cosa voteresti o cosa voterai. Non importa, io non lo so di te e tu non lo sai di me.

Una cosa la so, la situazione è difficile. Un’altra cosa so: dobbiamo risolverla.

Siamo italiani, abbiamo fatto tanto nei secoli e abbiamo la forza per fare ancora. Siamo l’ottava economia del mondo, il secondo esportatore di manufatti d’Europa, uno dei paesi più ricchi per cultura, differenze, bellezze artistiche e naturali.

Adesso però dobbiamo smettere di fare quello che facciamo e dobbiamo tutti, proprio tutti fare la nostra parte. Lo so ce ne sono tanti che non l’hanno fatta e ce ne sono altrettanti che non la fanno. Non mi interessa. Dobbiamo iniziare noi.

Questa volta non abbiamo scelta.

Chiedo lo scontrino, non parcheggiare in doppia fila, fai la coda, lavora sodo, dividi l’immondizia … Dobbiamo iniziare noi. Dobbiamo iniziare dal basso. Il resto si dovrà adattare. Dicono che il nostro problema è che non abbiamo avuto una rivoluzione nella nostra storia. Facciamola adesso. Senza caricare la polizia, senza rompere vetrine, senza tagliare teste. Tagliamo le brutte abitudini, rompiamo stereotipi e carichiamoci l’un l’altro di voglia di fare.

Come dico nel mio libro, inizia qualcosa, qualsiasi cosa ma inizia tu. Torniamo ad essere italiani, quelli veri, quelli che costruiscono e sorridono allo stesso tempo.

L’Italia ha veramente bisogno di noi perché è rimasta orfana del nostro spirito e del nostro cuore.

Buon inizio.

Claudio

 

Le 8 cose da fare per un Leader

By | Extraordinary

Nell’ultimo mio audio libro ho parlato di Leadership. È un argomento molto trattato ma sempre attuale e importante. Sembra che tutti abbiamo un idea di cosa rende un Leader tale ma allo stesso tempo troviamo sempre meno veri Leader.

Per preparare l’audio libro ho studiato e ricercato. Tra gli altri autori da cui ho preso spunto c’è John C. Maxwell grande esperto di Leadership. Egli afferma che la leadership si basa sia sullo sviluppare se stessi (identità, valori, capacità e comportamenti) sia nel sviluppare gli altri. Sempre più spesso ai Leaders è chiesto di sviluppare altri Leaders o almeno far crescere i membri della loro squadra. Secondo Maxwell per essere un Leader di successo in futuro (che è oggi) sono necessari 8 ingredienti (oltre a tutto il resto).

 1. Individua le aree straordinarie.

Un leader di successo è straordinario in qualcosa. Per essere tale significa che ha capito in cosa è bravo e soprattutto ha lavorato per migliorare ulteriormente. Fatto questo fa lo stesso con i membri della sua squadra. Capisce le loro aree di eccellenza e li aiuta a coltivarle sempre di più.

2. Si pone, pone le domande più importanti e aiuta a trovare le risposte.

Leadership è la capacità di decidere velocemente rispettando cosa è veramente importante. Ecco perché i Leaders chiedono a se stessi e agli altri: chi sei tu? Chi siamo insieme? Quali sono i nostri valori? Cosa ci motiva? Qual è la nostra visione? I nostri obiettivi? Parlando oggi con l’Allenatore Campione d’Europa di Basket ho avuto la conferma che un Leader identifica cosa muove le persone e unisce gli intenti dei singoli un progetto comune.

3. Definisce il successo.

Il successo è estremamente soggettivo. Il Leader sa cosa è successo per sé e aiuta gli altri a capire cosa è per loro. Quando sei allineato con quello che vuoi tutto viene più facile.

 4. Aiuta se stesso e gli altri a capire come avere successo.

Il successo è determinato dalle nostre azioni quotidiane. Non si vince allenandosi bene una sola volta. Tutto nasce dal lavoro di ogni giorno, ogni ora, ogni minuto… Tony Robbins parla di alzare lo standard, un concetto tanto semplice quanto sottovalutato e mal compreso.

 5. Insegna e pratica i quattro pilastri del successo:

• Relazioni, saper imbastire relazioni vere con persone vere;

• Atteggiamento / Tenacia, tutte le navi in acque calme hanno un buon capitano;

• Capacità di influenzare, nell’audio dico che la Leadership è un’azione ed è persuasione. Se non aiuti gli altri a cambiare che Leader sei?

• Aiutare gli altri a crescere, se li manipoli a tuo vantaggio non sei un Leader, se crescono, migliorano e splendono della loro stessa luce allora avrai fatto un buon lavoro.

6. Insegna il principio 20/80, il famoso principio di Pareto.

Pone le priorità, chiede: che cosa si chiede a me? Cosa dà il massimo rendimento? Cosa conta veramente?

7. Offre soluzioni.

Ci sono solo tre casi in cui le persone cambiano. Quando hanno sentito a sufficienza che devono cambiare, quando hanno capito che è il momento di cambiare, e quando hanno gli strumenti per poter cambiare. Il Leader offre queste tre cose.

 8. Richiede di insegnare ad altri.

Il Leader è tale perché condivide le sue abilità. Richiede anche ai membri del suo team di fare lo stesso. Il suo è un pensiero sistemico, vuole il bene del sistema non il suo. Ecco perché vuole che tutti siano straordinari.

Lo so sembrano cose scontate. Quasi banali. Ma più giro per le aziende, più parlo con le persone, più sento le notizie e più mi rendo conto che pochi le conoscono e ancor meno sono coloro che vivono queste cose. Oggi volevo solo ricordarmele.

Buon 4 novembre, si dovrebbe festeggiare chi è caduto in una guerra credendo di creare un futuro migliore. Forse invece di fare tanti discorsi a riguardo dovremmo onorare il loro sacrificio creando quel mondo migliore.

Claudio