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Ottobre 2011

Lasciateci i nostri eroi

By | Riflessioni

Anche oggi un altro eroe ci ha lasciato.

Lasciateci i nostri eroi. Ci danno speranza, ci danno un esempio, a volte solo qualche brivido. Per chi come noi cerca di vivere ogni giorno al meglio, lottando, crescendo, gustando ogni momento, soffrendo per le piccole e grandi ingiustizie, lavorando per i nostri sogni … sono persone importanti.

Gli eroi se ne vanno. Alcuni troppo presto altri dopo, ma se ne vanno. Come nel viaggio dell’eroe, dove ogni mentore se ne va per lasciarci lo spazio di diventare grandi, anche gli eroi ci lasciano. Forse non sarebbero più tali se rimanessero per sempre.

Pochi giorni fa uno se ne andato per colpa di una malattia terribile, poche settimane prima, pur sapendo della sua fine, lottava con il comune di Cupertino per avere i permessi della nuova sede aziendale. Oggi un altro se ne andato mentre faceva la cosa che adorava fare, sfrecciare a tutta velocità su due ruote.

Ora si spenderanno tante parole. Qualcuno piangerà in silenzio, altri si riempiranno la bocca. Altri ancora giudicheranno noi che ci lasciamo affascinare da questi eroi come stupidi. Non importa, ogni uno farà quello che crede. Noi ringrazieremo il Signore per queste persone speciali che ricorderemo sempre con il sorriso.

Non erano perfetti nemmeno loro, ma ci hanno dato tanto, anche se non li abbiamo mai incontrati di persona.
E per chi ci considera stupidi, melensi, infantili dico, lasciateci i nostri eroi. Ci hanno dato tanto. Domani è un altro giorno, la vita va avanti ed è giusto che sia così.
A me piace pensare che per noi andrà avanti meglio, proprio grazie a quelli che ci hanno ispirato .

Ci mancheranno i tuoi riccioloni. Ma sappiamo che nei circuiti del paradiso ti divertirai un sacco. Lì non si cade mai.

Buon viaggio.
Claudio

Voltaire: dobbiamo coltivare il nostro giardino

By | Extraordinary

La crisi internazionale ha portato nuove domande. I problemi vecchi e nuovi richiedono un nuovo modo di pensare e di agire. È ormai assodato che non possiamo più andare avanti così, non è sostenibile. Penso che il momento storico sia un acceleratore anche per tutti noi che siamo chiamati a decidere sulle nostre vite.

Le proiezioni ci dicono che l’80 per cento del mondo che conosciamo sarà nuovo tra meno di dieci anni.

Siamo pronti? Sei pronto? Sai cosa fare?

Ecco qualche idea per non farti cogliere di sorpresa (di fatto è già tardi).

Per prima cosa inizia con te stesso. Inizia con i tuoi talenti, le tue abilità, la tua esperienza, le tue passioni, interessi e così via … Inizia da quello che hai ma soprattutto inizia da quello che sei e da quello che ti appassiona. Guardati dentro e chiediti. Cosa mi ha permesso di produrre risultati fino ad oggi? Cosa mi ha portato dove sono? Cosa mi manca? Cosa devo approfondire/sviluppare/studiare?

Poi chiediti cosa ti fa battere forte il cuore. Ti piace la tua vita attuale? Adori il tuo lavoro o lo fai per abitudine? Lo so non è il momento di mettersi troppo in gioco e di rischiare ma almeno puoi farti queste domande.

Una volta che ti sei risposto non ti resta che migliorare in qualcosa. Scegli qualcosa in cui sei già bravo e/o qualcosa che ami alla follia. Non hai tempo per diventare bravo in tutto quindi specializzati in qualcosa. Diventa un esperto in quello, sarai speciale, o se preferisci straordinario.

È molto più semplice perfezionarti in un’abilità che conosci o in una che ti piace piuttosto che lavorare su un’area debole o come si dovrebbe dire un’area di miglioramento. Anche in questo caso dovrai comunque lavorare sodo, avere pazienza e non mollare.

Se cerchi una di quelle cose tipo “lavora da casa senza sforzo e diventa ricco subito” rispondi pure a uno di quegli annunci che trovi su Facebook e butta via il tuo tempo (e la tua vita).

La vita come tu la vuoi

Creare la vita che vuoi tu, avere il vero successo, essere soddisfatto richiede impegno e tempo. È una di quelle cose che non finiscono mai. Una volta raggiunte devi lavorare per mantenerle. È come la salute o il tuo matrimonio se le coltivi tutti i giorni funzionano altrimenti andranno in malora.

Quindi visto che c’è bisogno di migliorare il mondo inizia dal tuo giardino. Fai qualcosa oggi per crescere. Fai qualcosa per diventare migliore in qualcosa. Non serve che diventi un fenomeno in tutto. Di questi tempi basta che fai in modo straordinario una cosa, con la mediocrità che c’è in giro sarai speciale.

Mi ripeto, lasciamelo fare, non è facile. Ma non puoi permetterti più le cose facili. I tempi sono cambiati.

Buona settimana.

Claudio

Il banchetto del Re

By | Riflessioni

Ieri dopo tanto tempo sono andato a messa con la mia famiglia. È da un po’ che ci volevo andare e per varie ragioni: fare qualcosa di bello tutti insieme, sfruttare la domenica mattina, ascoltare Don Sergio che è molto bravo e preparato.

La giornata era bellissima, il cielo azzurro “solo come il cielo può essere così” dice mia moglie.

Tutto procede bene e arriva il Vangelo. Eccolo:

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 22,1-14.

Gesù riprese a parlar loro in parabole e disse: 
«Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. 
Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire. 
Di nuovo mandò altri servi a dire: Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono gia macellati e tutto è pronto; venite alle nozze. 
Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; 
altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. 
Allora il re si indignò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. 
Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; 
andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. 
Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali. 
Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l’abito nuziale, 
gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz’abito nuziale? Ed egli ammutolì. 
Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. 
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Don Sergio spiega la scrittura. Ci fa capire che dobbiamo accettare l’invito e che dobbiamo prepararci. E io sono contento di essere venuto perché capisco alcune cose e penso…

E tu? Hai quello che vuoi? Dico sul serio, pensaci e fammi chiedere di nuovo…

Hai il lavoro, la relazione, il reddito, la vita che tu vuoi?

No? Allora chiediti un’altra cosa…

Sai cosa ti impedisce di realizzare i tuoi sogni? È possibile che tu non sia stato invitato al banchetto? Non penso l’invito è a tutti.

Vuoi evitare di chiedere al tuo capo un aumento o una promozione, perché hai paura del rifiuto o di credere che in realtà non lo meriti?

Rimandi il tuo prossimo passo perché non credi di non essere all’altezza?

Lasci che quello che gli altri pensano di te ti tolga fiducia e motivazione?

Lo so sono momenti di crisi, di insicurezze e poi ti hanno insegnato ad essere umile.

Se lasci che gli altri ti influenzino nella scelta di cosa indossare o di dove andare in vacanza va bene ma se ti lasci influenzare se andare o no al banchetto del Re e se “vestirti bene o no” (cioè prepararti per esso) c’è qualcosa che non va.

Lo so l’istinto è quello di rimanere nella zona di comfort, così però eviti il cambiamento, anche in positivo.

Se leggi il mio blog probabilmente vuoi di più. Se fossi soddisfatto non cercheresti.

L’importante è che se/quando trovi non ti lasci influenzare troppo dalla paura. Da sempre l’essere umano è stato afflitto da dubbi sulle sue capacità e da paure di ogni genere. Va bene, è naturale.

Un conto è aver paura un conto è esserne vittima.

Se non accogli l’invito al banchetto il Re si arrabbierà. Se lo accogli ma non ti prepari alla sua festa ti scaccerà.

Devi trovare la forza, la motivazione il coraggio per andare al banchetto, sederti a tavola e godere di tutto il ben di Dio che ti viene offerto.

Lo so stare a casa è più comodo. Lo so andare come sei vestito senza doverti preparare è più facile. È una questione di scelte.

Tu devi fare la tua e le conseguenze arriveranno.

Non esitare perché il Re non aspetta più di tanto. Il primo invito lo ha già fatto tempo fa. Forse è arrivato anche il secondo. Sai cosa succede dopo.

Spero di vederti al tavolo. Io sto facendo del mio meglio per mettermi il vestito migliore. Sono anche andato dal parrucchiere e ho le scarpe belle pulite.

Voglio essere prontissimo per un banchetto come questi. Alcuni dicono che è l’unico a cui siamo invitati, altri dicono che il prossimo dipende da come ci comportiamo in questo, in ogni caso meglio fare bene. Poi perché non goderne? Sarebbe uno spreco. Oppure sarebbe un vero peccato. Perdersi tutto solo per pigrizia o paura. Non credi?

Buona settimana.

Claudio

Nessuno è perfetto ma siamo tutti straordinari

By | Extraordinary

Probabilmente questo articolo ti deluderà. O meglio sarò io a deluderti. Se così sarà va bene. Ameno ci saremo chiariti.

Il ragionamento è nato qualche giorno fa e si è chiuso oggi quindi mi sembra giusto condividerlo oggi.

Giovedì scorso siamo andati a Livorno per il nostro seminario Extraordinary Me. È un’esperienza speciale, unica che facciamo una sola volta all’anno. Siamo in un bellissimo Hotel a 5 stelle tutto per noi davanti al mare. In un piccolo gruppo lavoriamo, senza effetti speciali, stiamo insieme, ci apriamo e impariamo l’uno dall’altro.

Anche questa volta come sempre è stato speciale, unico. Tutte le persone che c’erano hanno fatto la loro parte, ogni uno a modo suo. Ci siamo spogliati delle sovrastrutture, abbiamo condiviso, supportato e sopportato il prossimo, riso, pianto… Tutti uguali. Tutti lì a crescere e migliorarci.

Nessuno ha voluto fare il fenomeno, non i partecipanti, non gli organizzatori, non gli speaker ospiti. Tutti hanno voluto essere umani.

Di momenti magici ne abbiamo avuti tanti ma non te li racconterò, sono nostri, tutti nostri e noi sappiamo quali sono.

La mattina di venerdì al coffee break sulla terrazza al quinto piano che da sul mare, un mio caro amico (un fratello per me) mi ha chiamato per dirmi che cambia vita. Non posso entrare nei dettagli ma ha deciso di fare una cosa che cambierà completamente la sua esistenza in meglio. Per farlo ha preso una decisione coraggiosa e a 44 anni si rimette in gioco. Ovviamente le poche persone che lo sanno, i suoi famigliari lo considerano un pazzo, io invece un genio, un leader, un uomo saggio.

“Sapevo che mi avresti detto queste cose” mi dice. Sono con lui.  Le ho fatte anche io quelle scelte, quelle delle notti in bianco. Quelle scelte spaventose che però sai sono giuste. Come non posso essere fiero di lui.  So che lo aspetta un momento difficile e so quali conseguenze straordinarie lo arriveranno che gli daranno ragione

So anche cosa diranno tutti tra un po’: “come sei fortunato tu…”. Olsteen dice che le persone giudicano sempre la fine del film e non conoscono l’inizio. Peccato.

Oggi, lunedì, mi manca il mare, mi manca il gruppo con cui ho passato 4 giorni straordinari. Alzarmi è stato difficile, svegliare le nostre figlie una tragedia, metterci nel traffico un incubo… Mi è venuta nostalgia.

L’ho scritto su Facebook. E alcuni si sono meravigliati! Claudio Belotti non è in peak state? Sì lo ammetto non sono perfetto.

Litigo con mia moglie, che adoro, più spesso di quanto dovrei, perdo la pazienza e da arrabbiato dico cose che non che non penso neppure. Ci sono giorni che mi sento triste, ci sono cose che mi spaventano, persone che mi mettono in soggezione e sfide che mi mettono in difficoltà. A volte mi ammalo, se sono stanco divento antipatico (di più del solito intendo) e se ho fame sono silenzioso. Una voglia ogni tanto voglio stare da solo, per ricaricarmi divento asociale e voglio stare alla larga dalla gente.

A volte vorrei vivere in un mondo senza bambini che strillano, altre insulto (mentalmente) il guidatore davanti a me che fa manovre strane o manda sms sempre quando io ho fretta. Mi emoziono per un film anche se so che è finzione e soprattutto quando parla di cose poco comuni come: l’onore, la fratellanza, il rispetto, l’amore…

Mi stresso e quando le cose non vanno come vorrei vado in tilt. Mi incazzo con chi non fa un buon lavoro e a volte non dico quello che penso perché tanto le sono persone non lo capirebbero quindi è tempo perso.

Non so chi ha mandato il messaggio che se uno fa quello che faccio io e ha i “titoli” che ho io deve essere perfetto o giù di li. I miei Guru, quelli veri, non hanno mai cercato di essere perfetti. Io quando ci ho provato ho fatto solo figure di merda diventando ridicolo e veramente antipatico.

Oggi ho nostalgia dei miei giorni livornesi. Passerà, sono solo un po’ stanco.

A inizio di settembre ho avuto dei giorni di merda. Ci ho lavorato, mi sono fatto aiutare e sono passati.

So che la vita mi porterà altri giorni così, altri problemi, altre paure … So di avere più difetti di quelli che voglio ammettere di avere (sono persino permaloso!). So che perderò lo stato e so che manderò a quel paese il fenomeno di turno che mi dirà “ma non fai mica PNL? usa un ancora a rimettiti in stato”.

Ho avuto la fortuna di avere dei Maestri veri. Quelli che quando stanno male lo dicono e poi affrontano il problema. Quelli che quando hanno paura lo ammettono e poi la affrontano. Quelli che fanno le cazzate e poi quando si accorgono chiedono scusa e cercano di rimediare.

Non ho mai creduto alla bugia che sono esseri superiori o semi perfetti. Non crederci nemmeno tu. Nessuno è perfetto.

La differenza è una sola. C’è chi affronta le cose che non vanno, c’è chi vive i momenti difficili, c’è chi fa qualcosa per migliorare con: un corso, un libro, un Coach, un amico, un audio, una decisione… Noi a Livorno lo abbiamo fatto tutti.

C’è chi nega, chi si accontenta, chi scappa, chi giudica sempre gli altri, chi ha sempre qualcosa da dire ma non fa mai.

I secondi solitamente sono delusi dai primi e da se stessi. I primi solitamente vivono la loro vita e non si preoccupano più di tanto dei secondi sono troppo impegnati ad essere migliori, non degli altri, di se stessi

È stato un gran week end, questo lunedì me lo ricorda così tanto da essere quasi malinconico. Che bello, significa che i 4 giorni passati erano veramente speciali. E pensare che c’è chi non ha mai nostalgia perché non ha nulla di bello che è passato!

Ci vediamo alla prossima. Non è mica finita. Ne abbiamo ancora di cose da fare!

Buona settimana.

Claudio