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Settembre 2011

Leadership

By | Extraordinary

Oggi parliamo di leadership. Sì, leadership, quella cosa tanto cercata e tanto rara nelle persone.

Vorrei iniziare con il significato della parola.

Se cerchi su Wikipedia troverai che “Il processo di leadership consiste nell’interazione di coloro che in una struttura occupano la posizione più elevata, altrimenti detti leaders, col resto del gruppo”. Più comunemente si dice che il Leader è colui che guida, infatti un lead in elettronica è un conduttore.

Se fai un po’ più di ricerca, scoprirai che l’etimologia della parola porta a cose interessanti. Innanzitutto potresti trovare due strade, una che ti porta a una radice indoeuropea e l’altra che ti conduce in Germania, più precisamente verso il sassone e il gotico.

Nel medio evo, leader era colui che andava per primo, poi nel 1500 la parola prese connotazioni negative, per poi fare il giro di settori specifici: gioco delle carte, teatro, giornalismo e per finire nel jazz, dove chi era lead, era colui che guidava il gruppo musicale. Da questa partenza si arriva al significato moderno.

Se segui la strada anglo-sassone, troverai il verbo leaden, che significava viaggiare o innalzare.

Se volessimo unire le due radici, potremmo dire che il leader è colui che ti porta in un viaggio di crescita andando per primo. Non so se è un’interpretazione giusta, ma sicuramente mi piace di più di colui che guida.

Una cosa è certa, la leadership è affascinante e la storia ci ha dato molti esempi straordinari di leadership. Negli anni ci sono stati molti studi per capire cosa rende un leader tale. Nelle varie epoche si sono scoperte caratteristiche diverse; un po’ perché i leaders erano diversi, e un po’ perché i ricercatori nei vari momenti, erano focalizzati su cose differenti.

Una cosa è certa: il mondo è cambiato e sta cambiando ancora, inoltre siamo in un momento di crisi. I vecchi paradigmi sono in discussione e non abbiamo idea di quali saranno quelli nuovi. È un momento di incertezza, di sfide e di opportunità. È un momento dove serve leadership ma purtroppo manca. Manca perché siamo troppo lenti a rispondere al cambiamento. Persino Darwin a fine carriera disse che non è il più forte a sopravvivere ma il più veloce a rispondere in modo adeguato al cambiamento. Essere leader oggi è ben diverso dall’esserlo stato durante il medio evo, la seconda grande guerra o anche solo 10 anni fa; tutto è cambiato e anche il leader deve cambiare.

È da anni che studio la leadership e lo faccio con i migliori al mondo. In tutto questo tempo mi sono reso conto, che sicuramente ci sono abilità e tecniche che possono essere innate o imparate, ecco perché mi sono appassionato di PNL e di Dinamiche a Spirale. La caratteristica più importante di un leader però, è la sua essenza, che si nota dalle scelte che fa. Puoi essere un maestro della comunicazione ma se ti manca sincerità, non potrai mai avere delle relazioni sane con il tuo team. Puoi conoscere la PNL profondamente ma se non hai integrità, non andrai molto lontano. Puoi essere intelligente e colto ma se sei incostante e non mantieni quello che dici, nessuno ti seguirà.

L’altro giorno il Coach dell’Olimpia Milano (due volte campione d’Europa) ha detto una frase che mi ha colpito “la vera stella è quella che illumina tutto il resto e non se stessa”. Penso che un leader faccia lo stesso, attraverso le sue richieste, aiuta gli altri a brillare.

Penso anche che tutti possiamo essere dei Leader. Ogni uno a modo nostro, con il nostro stile e la nostra personalità. Ritengo che dobbiamo formarci e crescere per esserlo. Non conosco esempi di Leader che non hanno fatto nulla per migliorarsi.

Se vorrai crescere con me ci sono tre cose che puoi fare a breve:

–       acquistare il nuovo audio libro sulla Leadership già disponibile sul sito di Good Mood e a breve su iTunes, se vuoi un anteprima gratuita clicca qui,

–       venire in aula a imparare con noi la PNL (che non ha bisogno di presentazioni), frequentando il corso di 2 giorni “Basi di PNL” o meglio ancora al primo livello di specializzazione, il “Practitioner”,

–       frequentare il corso “Introduzione alle Dinamiche a Spirale” per conoscere questa metodica straordinaria che ti permette di capire sistematicamente perché le persone fanno quello che fanno.

Se preferisci fallo in altri modi o con altre persone, ci sono tante risorse, alcune meglio di altre ma ce ne sono molte. L’importante è che cresci restare indietro costa troppo.

Buona settimana!

Claudio

 

Sprigiona la forza che è in te

By | Extraordinary

Devo molto a Tony Robbins. Mi ha fatto conoscere tante cose tra cui la PNL, il Coaching e le Dinamiche a Spirale.

Ricordo 20 anni fa il mio primo corso con lui. Vivevo a nord di Boston, lavoravo in un hotel di lusso e grazie al mio accento e agli insegnamenti della scuola alberghiera di S. Pellegrino Terme avevo fatto carriera. Gestivo una quarantina di persone senza avere esperienza in un paese per me straniero. Poi grazie a una serie di “coincidenze” sono arrivato al mio primo “Spigiona la forza che è in te” da li tutto è cambiato.

All’inizio vedere tutta quella gente super eccitata mi ha spaventato, poi vedere quel gigante vestito di nero acclamato dalla folla mi ha fatto pensare che ero in una gabbia di matti. Stavo giudicando senza sapere… tipico delle persone che hanno limiti. Subito ho capito che ormai ero lì, a quel punto era meglio stare al gioco. Gli americani dicono “a Roma fai quello che fanno i romani” e così mi sono adattato.

Una delle frasi che ho sentito quella sera l’ho risentita tante volte. “Le persone sopravvalutano quello che possono fare un anno e sottovalutano quello che possono fare in dieci”. Pensavo di averla capita.

Poi lo scorso anno, proprio al corso con Tony, ho rivisto un ragazzo che proprio dieci anni prima era a Life Mastery, uno dei corsi americani. Con un’altro ci siamo resi conto della validità di quella frase. Nel tempo che era passato dal nostro ultimo incontro le nostre vite erano cambiate completamente.

Quest’anno non sarò a Rimini ad imparare e a divertirmi con Robbins e i 5 mila partecipanti. È il primo UPW europeo che non faccio in tutta la storia robbinsoniana. Agli altri ci sono sempre stato, come ai corsi della Mastery University dove ho l’onore di essere l’unico europeo ad avere il titolo di Senior Trainer per Tony.

In questi venti anni ho lasciato l’albergo, sono diventato Master Trainer in PNL, ho scritto qualche libro, pubblicato diversi audio, fondato un’azienda, lavorato come Coach in tutto il mondo con successo e soprattutto ho formato una splendida famiglia con mia moglie Nancy.

Non sarò a Rimini perché sarò in Spagna con l’Olimpia Milano al fianco dell’allenatore due volte campione d’Europa di Basket. Per me è un grande onore anche se dovrò rinunciare a 4 giorni straordinari con Robbins.

Devo molto a Tony Robbins, mi ha fatto conoscere tante cose e ha sprigionato la forza che è in me. Ho avuto tantissimi maestri tutti importanti ma lui ha aperto le porte. Se non fosse stato per lui forse non sarei qui oggi.

Gli sarò sempre grato. E a te che vai al corso auguro di cogliere tutto quello che ti può dare. Come spesso dico “non hai abbastanza immaginazione per sapere cosa il futuro ti riserva”. Se penso a quello che ho fatto io, penso che chiunque possa fare qualsiasi cosa.

Sprigiona la forza che è in te. Con Robbins, da solo o con chi vuoi. Puoi farlo. Credimi parlo per esperienza personale.

In bocca al lupo e buon UPW!

Claudio

 

 

Lascia andare le zavorre

By | Riflessioni

Oggi ti chiedo di fare una cosa che dovremmo fare tutti più spesso, io di sicuro.

Pensa a cosa ti rende felice e sorridi …

Fatto?

Bene. Ora continua a pensarlo e rendilo ancora più bello. Usa le submodalità se sai cosa sono, oppure metti un po’ di musica, o fai altro. Fai quello che vuoi ma aumenta al massimo l’emozione.

Ora che sei al massimo pensa a qualcuno che ti ha fatto male nel passato o recentemente. Rimani nello stato della felicità e pensa a queste persone e dimmi. Cosa ti hanno fatto?

Per continuare a credere che ti hanno fatto del male devi rimanere in uno stato “negativo”. Se sei felice tutto cambia.

Hai mai avuto un bell’orgasmo? Come ti senti dopo? Hai preoccupazioni?

Cosa significa che non è accaduto? Che non ti hanno fatto male? Che dovresti perdonare e basta?

No, non dico questo. E purtroppo non posso nemmeno consigliari di essere sempre in post orgasmo. Troppo difficile, e per alcuni troppo faticoso.

Dico solo una cosa. Se ti fa ancora male è perché la stai tenendo stretta. Se la lasci andare ti rimarrà la lezione per la vita e il dolore se ne va.

Mi piacerebbe dirti che la mia vita è perfetta. Vorrei poter scrivere che nessuno mi ha fatto male e li ho perdonati tutti. In un mondo perfetto non litigherei mai con Nancy, mia moglie, e sarei sempre felicissimo.

Non è così.

La mia vita non è perfetta. Ho sofferto e ho dato la colpa agli altri. Ho dei bei giorni di merda (uno la settimana scorsa) e faccio la vittima.

Una cosa è certa.

Cerco di ricordarmi il senso della frase di Gandhi: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo?”.

Io faccio fatica. Probabilmente anche tu. L’importante è che ci proviamo. Sì che ci proviamo, anche se è un verbo che non mi lasceresti usare.

Lo so “non c’è provare, c’è fare e non fare”.

In alcuni casi c’è fare e non riuscire, questo è il mio provare. L’importante è fare. A volte non riesce ma se non lo fai non riesce mai. Io lo sapevo ma l’ho imparato settimana scorsa grazie a una persona straordinaria a cui, non a caso, ho chiesto di sposarmi (e grazie a Dio ha accettato).

Pensa a qualcosa che ti rende felice. Pensane a un’altra e un’altra ancora.

Con tutto il casino che c’è in giro, con tutti i problemi e le crisi bisogna avere risorse e lasciare andare le zavorre.

Io ci provo. A volte mi riesce, altre no. Ma più ci provo più mi riesce.

Un abbraccio.

Claudio

Buon Compleanno!

By | Riflessioni

Oggi è il mio compleanno. 44. Tutti vissuti con intensità e intenzione. Cioè ho fatto quello che volevo. Non sempre ovviamente ma quasi. E comunque ho sempre fatto quello che ritenevo opportuno nel momento.

Festeggerò prendendomi un po’ di tempo per me e poi con pochi amici.  È stata una bella estate e mi aspettano un autunno e inverno belli pieni. Sono felice, sono dove voglio e con chi voglio. Ho una memoria piena di ricordi straordinari e un futuro ricco di emozioni davanti a me.

Ho pensato a lungo se scriverlo o no. Quando scrivi le cose rimangono. Soprattutto ogni uno le interpreta come vuole. Nel mio ultimo post si sono scatenati in commenti di ogni genere. Chi mi ha preso per filoamericano, chi per pessimista, chi per altro… bellissimo!

Dedicare il tempo di questo giorno a me e alla mia famiglia scatenerà altri commenti. Dedicare formalmente il mio compleanno ai miei genitori sembrerà melenso. Vabbè è il mio blog, sono responsabile di quello che scrivo quindi faccio quello che credo.

Lo dedico al loro perché sono qui grazie a un loro atto d’amore. Nello scorso Coaching Lab guardando Virgina Satir lavorare ci siamo tutti ricordati che non abbiamo mai visto i nostri genitori da fidanzati. Chissà cosa non hanno combinato! Chissà cosa è successo prima,  durante e dopo la notte d’amore. Chissà se è stata di notte. Chissà cosa hanno fatto per crescermi bene, non farmi mancare nulla, decidere, educarmi, proteggermi, lasciarmi prendere il volo … Alcune cose le so, altre le intuisco ora che sono dall’altra parte e so che la maggior parte non le posso nemmeno immaginare.

Quando c’erano ancora mi piaceva farmi raccontare il giorno di oggi 44 anni fa. Mia madre in ospedale e mio padre a chiudere di fretta il negozio per essere con lei. La fortuna mi ha fatto nascere di sabato sera dopo la chiusura così era più semplice (allora la domenica era tutto chiuso). Mia madre ovviamente diceva che ero stato io ad essere stato bravo a scegliere quel giorno e quell’ora!

Una cosa è certa. Se non fosse stato per loro non solo non sarei qui oggi non sarei così. Sì certo i corsi, il coaching, i libri, le esperienze hanno forgiato la mia vita ma l’imprinting è di Caterina e Franco.

Quindi oggi brindo a loro. Alzo un bella flute di buon Champagne, proprio come piaceva a loro. Mi godo la giornata. Mi godo gli anni passati e quelli che verranno (tantissimi) in loro onore.

Poi faccio un brindisi anche per te, in un modo o nell’altro (se stai ancora leggendo) fai parte della mia vita. Quindi salute!

Claudio

Alcune mele cadono male (anche dagli alberi migliori)

By | Riflessioni

Che io sia un utente Mac si sa. Considero il prodotto molto migliore, come prestazioni, peso, estetica … tutto!

Mercoledì sera sono andato all’Apple Store (bellissimo!) a prendere Time Capsule, il bel disco esterno wirelss che permette di fare il backup in tempo reale senza fili. Veramente comodo.

Non costa poco, come tutte le cose Apple, ma i soldi sono ben spesi. Alla fine costa poco perché paghi qualità.

Arrivato a casa faccio la configurazione, pochi clic, segui il processo e fa tutto da solo. Non questa volta.

Il mio Mac non “vedeva” il disco. Cosa sarà? Passo la serata a provare e al leggere sul sito Apple come risolvere il problema, non contento vado sui forum. Nulla.

La mattina dopo chiamo il servizio a pagamento Apple Care. Parlo con una signorina gentile che mi guida in alcune operazioni e il problema sembra risolto. Sembra perché il back up richiede 10 giorni. Mi sembrano troppi.

Chiedo se, considerato che tutti i Mac di casa hanno lo stesso problema con questo disco, non sia Time Capsule il problema. La cosa viene esclusa. “E’ impossibile” (adoro queste risposte) “è nuova”. Mi dicono che: sarà il mio cavo, la mia rete wifi, i miei computer …

Oggi richiamo (a pagamento). Stiamo al telefono un bel po’. Proviamo di tutto. Riparazione del disco, dei permessi, reistallazione del sistema operativo… mi stanco di perdere tempo e soldi. Prendo l’altro telefono chiamo il negozio e chiedo di poter sostituire il mio Time Capsule. La signorina, anche questa gentilissima, dice “certamente venga con lo scontrino”. Prendo lo scooter e vado.

Il negozio è proprio bello. Tutti gli addetti hanno un iPad o una specie di iPhone. Fighissimo!

Vado dalla prima persona libera. Spiego tutto. Mi chiede “ha un appuntamento?”. No, non ce l’ho ma ho appena chiamato. “Un attimo e le faccio un appuntamento”. Per la quinta volta in due giorni do il mio nome, cognome e mail a qualcuno della mela. Devo aspettare 10 minuti. Aspetto… Finalmente chiamano il mio nome. Rispiego tutto, dopo aver dato nome, cognome e mail.  Mi piacerebbe avere il mio disco sostituito ma no, devono controllarlo prima. Così fanno e scoprono che non funziona! Avevo ragione io!

L’addetto stampa un foglio che mi consegna per il ritiro del disco quando arriverà. Scusi? “Non ce l’abbiamo deve tornare”. Non ho parole. Cioè le ho ma non posso dirle, farei brutta figura.

Mi consegna la scatola della mia inutile Time Capsule, mi da il foglio e ci salutiamo. Esco a testa bassa dall’Apple Store che è tutto dire.

Quando sono alla porta sento il mio nome. Mi giro illudendomi che qualcuno ha trovato il disco da darmi o che un responsabile voglia dirmi qualcosa. L’illusione è breve. “Ha dimenticato il cavo di alimentazione”. Io l’ho dimenticato. Lui ha preso la scatola montato tutto, smontato e riposta nella scatola che mi ha dato, tutto dal retro del bancone. Però io ho dimenticato di metterci dentro il cavo. Vedo uno schema comportamentale qui!

Peccato. Davvero. Si è creata una crepa nel mito. Forse si sente già la mancanza di Steve Jobs.

L’Apple Care mi ha chiesto un feed back. Solitamente mi pagano per dare feed back ma visto che sono stato generoso con loro l’ho dato gratuitamente. Vediamo se ci faranno qualcosa o se, come tutti gli altri, la mia mail andrà in qualche archivio.

Nel frattempo speriamo non succeda qualcosa al mio Mac Book Pro perché non ho un back up.

Morale della storia:

–       Tutti le case di produzione (anche le migliori) a volte hanno prodotti difettati, e ci sta.

–       Come persone molto saggie mi hanno insegnato la soluzione più semplice è la soluzione migliore.

–       Ascoltare i clienti spesso è utile.

–       Bastano un paio di persone a rovinare il lavoro decennale di un esercito.

Poi magari ti parlerò di Fastweb (ricordi la storia?) che non mi ha mai rimborsato le fatture per il servizio cancellato da mesi o di Vodafone che dopo 2 mesi dal furto a Rimini non mi ha ancora mandato la internet key, i cui operatori dicono tutti i giorni, “ha ragione, la pratica è in lavorazione, la richiamo più tardi” e non succede nulla.

Ho già il titolo di quel post “i Clienti al servizio delle aziende invece del servizio clienti delle azione”.

Mi mancano gli States!

Buona giornata.

Claudio