Monthly Archives

Maggio 2011

Sbagliare.

By | Riflessioni

“Ho sbagliato più di 9000 tiri nella mia carriera. Ho perso quasi 300 partite. 26 volte, mi hanno dato la fiducia per fare il tiro vincente dell’ultimo secondo e ho sbagliato. Ho fallito più e più e più volte nella mia vita. È per questo che ho avuto successo “

Michael Jordan.

 

Penso che Michael Jordan sia stato il miglior giocatore di basket. Ha giocato persino una finale NBA con l’influenza ed è stato il miglior realizzatore!

È meglio di me o di te?

Nel basket sì, ma non in tutto.

Siamo tutti straordinari, abbiamo tutti opportunità, certo alcuni (come lui) le usano a pieno altri no. Sicuramente per avere “successo” per riuscire bisogna provare e quando provi sbagli. Non c’è scampo. La domanda è “preferisci sbagliare un tiro in finale perché hai provato o rinunciare?”.

Certo se sei Jordan quando sbagli sei sotto gli occhi di tutti, io e te non lo siamo ma questo non fa meno paura.

Comunque gli sbagli fanno parte del processo.

Ultimamente ho fatto un errore. Ho sbagliato e ci sono rimasto male. Ho fatto una cosa sotto il mio standard. Qualcuno mi ha detto che era una cosa ordinaria, non straordinaria e aveva ragione. Concordo con lei. Ecco perché ci sono rimasto male.

Ora è il momento di fare tesoro dell’errore per crescere.

Tutti abbiamo fatto errori ma non tutti impariamo da essi. Dobbiamo avere il coraggio di rischiare di farne ancora. L’importante è che siano errori diversi. Se tiri puoi sbagliare.

Roberto Baggio dice che “c’è chi ha tirato un rigore alla finale di coppa del mondo e lo ha sbagliato, e c’è chi non ha mai giocato una finale e quindi non ha mai sbagliato”.

Ti ricordi quella finale? Ti ricordi perché ci siamo arrivati?

La nazionale di calcio era in finale grazie a un gol di Baggio in semifinale. Ed era in semifinale grazie a un gol di Baggio nei quarti di finale. Peccato che se lo ricordano in pochi. Forse lui, io e che ero allo stadio in quei giorni e pochi altri.

Tutti ricordano il rigore sbagliato.

La vita ci offre opportunità alcuni dicono. Io penso che è vero e che noi possiamo darle una mano. Penso che faccia paura tirare all’ultimo secondo o mettere il pallone sul dischetto per il rigore decisivo.

Penso anche che come diceva il padre di un mio carissimo amico “se non vuoi sbagliare non fare nulla, che di fatto è il più grande errore”.

Andiamo oltre, proviamo, sbagliamo e impariamo. L’alternativa è rimanere piccoli e peggiorare giorno dopo giorno sperando nello scatto di anzianità. Brutta cosa. Non serve a nessuno.

Buona settimana.

Claudio

 

Coaching

By | Extraordinary

Il Coaching è un’attività straordinaria.

Obbliga il Coach a essere un Leader e mette in condizione il cliente di fare lo stesso.

Per “leadership” intendo il significato originario della parola che dal Gotico sembra voler dire “innalzare dando valore”. Il Coach è un mezzo, uno strumento, un vagone che aiuta il cliente ad innalzarsi dando valore a se stesso e alle sue risorse. Per poterlo fare non deve essere un guru, né tantomeno perfetto, deve però essere congruente, cioè deve avere lo stesso coraggio (se non di più) di affrontare le cose della vita che chiede al suo cliente.

Se volessimo riassumere qualche caratteristica e attività di un buon Coaching io direi che:

– Il Coach dà l’energia, l’entusiasmo e la forza che sembrano non esserci.

Un Coach è preparato tecnicamente in PNL, Dinamiche a Spirale, Coaching o altro, inoltre ha la forza di trovare in se stesso e nel cliente le emozioni necessarie al miglioramento. Non serve a nulla essere preparati se manca l’energia dell’entusiasmo e della fede.

– Il Coach aiuta il cliente a trovare le sue forze.

Quali sono i tuoi talenti? Quali sono le tue passioni? Quali le abilità che hai nascosto (o ti hanno nascosto)? Hai qualcuno che ti aiuta a scoprire le tue forze e che ti dà il “jump start” (la partenza con i cavi collegati alla batteria di un’altra auto) quando serve?

– Il Coach ti aiuta a definire il tuo successo.

Il successo è estremamente soggettivo. Conoscere il tuo scopo nella vita, o la tua ricetta per la felicità dovrebbe essere la cosa più importante. Ci ho scritto un libro a riguardo.

– Il Coach ti aiuta ad avere successo.

Una volta che hai deciso cosa è il successo per te, è arrivato il momento di metterti in moto per ottenerlo. Qui il Coach è veramente importante. Tutti i grandi campioni hanno un allenatore che li motiva, corregge, aiuta ….

– Il Coach ti aiuta a tenere vivi gli ingredienti della vita straordinaria tra cui:

• le Relazioni,

• l’Atteggiamento (il modo in cui ti poni verso le cose),

• la tua Leadership personale,

• le tue capacità e abilità che devono crescere continuamente.

– Lavorare con un Coach ti aiuta a focalizzarti su ciò che conta.

Di fatto sono due le cose che contano. Ci sono quelle più produttive secondo la legge di Pareto e ci sono quelle più importanti perché soddisfano i tuoi valori indipendentemente dal ROI.

– Con il Coaching il cliente cresce.

Molto spesso il Coach diventa un Trainer che insegna, passa risorse e informazioni che aiutano il cliente a essere e fare meglio.

– Il Coach ti “obbliga” a fare.

Siamo tutti troppo impegnati per portare a termine ogni cosa. Spesso il carico di lavoro ci porta a rimandare le attività più importanti. Ecco che un buon Coach “ci obbliga” a mantenere le nostre promesse. Promesse che facciamo a noi stessi e proprio per questo tendiamo a rimandare.

Tutti possiamo essere dei buoni Coach, sia che lo facciamo di professione sia che lo facciamo per amicizia. E tutti abbiamo bisogno di un buon Coach, serve sempre qualcuno che ci aiuta a vedere le cose da un’altra prospettiva, soprattutto a vedere noi stessi con occhi diversi.

Se tu fossi la persona che ti vuole più bene cosa vedresti in te?

Claudio

Felicità (2)

By | Riflessioni

Che cosa è la cosa più importante nella tua vita: la felicità o il successo?

Si possono avere entrambi e se fai le cose bene una può portare all’altro e viceversa. Nel mio ultimo audio libro parlo di una ricerca recente che dimostra che la felicità porta al successo.

Essere positivi e felici ci fa stare meglio e ci fa usare più capacità.

Sappiamo che non sono i soldi a portare felicità, lo dice il proverbio popolare e lo dicono le ricerche.

Certo il denaro è uno strumento utile ma non serve a nulla se tu non sei felice dentro.

Il principio di base è che per essere felice devi migliorare, devi progredire continuamente.

Speso parlo di obiettivi e continuerò a farlo, e sempre dico che gli obiettivi non portano alla felicità, nemmeno raggiungerli lo fa. Crescere e progredire per poterli raggiungere sì. Fare le cose che devi fare, superare le difficoltà, migliorare, affrontare le paure, trovare la tua passione…

Nella vita felice la gioia nasce dal fare ciò che ti piace non dall’ottenere.

Spesso bastano pochi accorgimenti. Basta rendere le cose più piacevoli, o meno spiacevoli.

Se devi guidare più di quanto vorresti basta della buona musica, un buon audio libro e qualche ciliegia appena comprata  … Basta ricordare che l’amore delle persone è lo zucchero della vita e con poche attenzioni sincere o con veri momenti magici possiamo godere dell’affetto dei nostri cari e collezionare ricordi indimenticabili … E poi magari innamorarsi più spesso. Perdersi in quello che facciamo, entrare nel “flow”, quella trance agonistica dove perdiamo noi stessi e il senso del tempo perché facciamo qualcosa che amiamo o siamo con qualcuno che amiamo (meglio tutte e due le cose!).

Oggi è lunedì. Un buon giorno per iniziare qualcosa. Inizia a fare una cosa, non due, ne basta una per rendere questa giornata più felice.

Rendi un momento solitamente poco piacevole più bello. Crea un momento magico con qualcuno che ami oppure perditi per un’ora in qualcosa di “magico”.

Basta veramente poco.

Buona settimana.

Claudio

leggi l’articolo di dicembre 2011 “Felicità”

Voglia di coccole

By | Riflessioni

In un articolo di Benedict Carey del 2010 apparso sul New York Times vengono alcuni studi fatti sul “tocco” tra esseri umani:

• La ricerca suggerisce che potremmo essere in grado di rilevare almeno otto diverse emozioni toccando una persona (Dr. M. Hertenstein, DePauw University, Indiana USA).

• Diversi studi hanno trovato che il tatto e il contatto fisico per è una caratteristica tipica delle squadre sportive di successo (Kraus, Huang e Keltner, Berkeley USA). (Io sapevo di uno studio simile fatto nell’NBA lo scorso anno).

Infine una cosa ovvia e logica ma troppo spesso sottovalutata o dimenticata. Nelle coppie il contatto fisico, non sessuale, è direttamente collegato alla serenità e soddisfazione nella coppia. (Dr. C. Oveis, Harvard).

Nelle culture mediterranee e latine ci si tocca. In molte parti del nostro bel paese gli uomini si baciano e si prendono a braccetto. In Sud America quando due persone di sesso diverso si conoscono (anche sul lavoro) si baciano sulla guancia.

Sappiamo tutti che i bambini per esempio hanno bisogno del contatto fisico per sopravvivere e sentire il calore (nel senso sia di temperatura che affettivo) dei genitori. Un abbraccio che dura più di 30 secondi tra due adulti porta l’organismo a produrre ossitocina.

Forse dovremmo correre di meno, controllare poco lo smartphone e tornare alle vecchie tradizioni. Siamo esseri umani abbiamo bisogno di sentirci l’un l’altro.

Quindi cosa fare?

Vai subito ad abbracciare un amico, bacia il tuo partner o coccola un tuo figlio. Fallo subito e fallo spesso. Non c’è nulla di cui vergognarsi. È vergognoso che passiamo tanto tempo con i nostri cari senza avere un vero contatto fisico.

Buone coccole!

Claudio