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Marzo 2011

Leggere per crescere

By | Riflessioni

Jim Rohn diceva che tutti i libri di cui abbiamo bisogno per diventare: ricchi, sani, felici, avere successo, trovare l’amore sono già stai scritti …

Ci sono tante persone: grandi e piccole, di successo e non, bianche e nere che si sono prese la briga di scrivere un libro… non tutti sono da leggere ma la maggior parte hanno qualcosa di interessante. Spesso basta una sola nuova idea (o anche vecchia) per cambiare la tua vita.

Di fatto leggendo qualcosa scritto da altri è come se potessimo vivere un po’ della loro vita, delle loro esperienze. La nostra vita è breve ma se viviamo anche un po’ di quella degli altri possiamo avere più risorse e più velocemente.

Una cosa è certa, ci sono tante cose utili nei libri e quella che ti serve è scritta da qualche parte. Forse non la troverai subito ma se cerchi trovi, succede sempre.

La domanda è: quanti libri hai letto negli ultimi tre mesi?

Lo so, non hai tempo. C’è il lavoro, la famiglia, gli amici, le mail, il telefonino, il capo (o i clienti) … non hai tempo. Poi la sera sei stanco e non ce la fai. Lo so, sono nella tua stessa situazione.

Parliamo di corsi? In Extraordinary abbiamo deciso di fare pochissimi corsi la domenica, ed ecco che qualcuno ci chiede di farli in quel giorno. Quando li avevamo di domenica ci chiedevano altri giorni “la domenica mi serve tenerla per la famiglia”.

Non c’è nulla da fare, non si può avere tutto. Forse sì, si può ma allora si deve dare tutto.

Il segreto sta nello scegliere. A volte scambi un po’ di TV per qualche pagina, sei stanco ti addormenterai ma almeno due pagine le hai lette. Se lo fai tutte le sere ti leggi almeno 600 pagine all’anno e alzi la media nazionale.

Altre volte rinunci a un week end in montagna e fai un corso. È una questione di scelte.

Una cosa è certa mettere informazioni nel cervello ha un vantaggio su chi non lo fa. Puoi permetterti di rimanere indietro?

Poi adesso hai una scusa in meno. Se non vuoi leggere ascolta. Good Mood ha finalmente messo l’Italia a pari con gli altri paesi evoluti e si è messa a fare audio libri. Trovi di tutto: narrativa, fiabe, saggi, manuali e ovviamente anche i miei audio …

Grazie al loro successo anche altri si sono messi al lavoro. Ce ne sono diversi adesso, anche di miei concorrenti o di persone di cui non condivido il pensiero.

Meglio così la concorrenza (parola composta da correre-con, non correre contro) fa bene. Tu hai scelta e puoi formarti in tante cose in tanti modi. Io sono obbligato a migliorare e ho una ragione in più stasera di leggere invece di guardare la TV.

Se sei un junkie di formazione e stai cercando di smettere leggi (o ascolta) un romanzo, trovi davvero di tutto.

Il mio è solo un consiglio (o forse una provocazione). Ora vado a fare i compiti con mia figlia. Un’altra attività ch mi fa crescere, per starle dietro devo imparare cose che non ricordavo più.

Buon week end con un’ora in meno di sonno e una in più di sole, (che bel guadagno!).

Claudio

Ci vorrebbe un po’ di Leadership e gioco di squadra

By | Extraordinary

I problemi sono parte della vita e se tutto va bene ne abbiamo sempre di più grandi. Significa che stiamo crescendo. Pensare che la felicità sia assenza di problemi è una follia. Prima di tutto non funziona così, le persone felici hanno problemi e non averli (che è impossibile) porterebbe solo alla noia e all’involuzione.

Tutti siamo fieri di quello che siamo per le difficoltà, sfide e momenti difficili che abbiamo superato. Nello sport le imprese sono quelle sofferte, combattute, guadagnate… certo si può rischiare di sbagliare un rigore importante ma come dice Roberto Baggio, che se ne intende, “c’è chi ha sbagliato un rigore in finale di coppa del mondo e c’è chi non ne ha mai sbagliato nessuno perché non ne hai mai tirati”.

Una cosa è certa possiamo superare le sfide e i nostri limiti solo con l’aiuto degli altri. Incontro troppe persone che sottovalutano l’importanza di avere una squadra e/o la necessità di coltivarla continuamente. Nessuno è così grande da poter far da solo. I cantanti solisti hanno una band di musicisti, gli atleti di sport individuale un team che li segue, gli imprenditori collaboratori, fornitori e clienti… tu chi hai? La tua capacità di produrre risultati (o di avere successo se preferisci) dipende anche e soprattutto dagli altri.

Ci sono diverse ragioni per cui un Leader ha bisogno di un buon team, eccone tre:

1. Avere aiuto:

Macchiavelli disse che il primo modo per valutare l’intelligenza di qualcuno è quella di notare da chi si circonda. Da solo puoi fare tanto, con la giusta squadra tutto.

2. Per avere una comunità, una tribù con cui condividere i tuoi momenti:

la vita, la felicità è fatta di momenti. Viverli da solo serve a poco, tutti alla fine si ricordano qualche momento magico e le persone con cui ha condiviso le emozioni. In Extraordinary stiamo creando proprio questo ambiente dove ritrovarsi e condividere. A cosa serve aver successo in totale solitudine?

3. Per avere un’organizzazione che cresce e ti fa crescere:

un mio collega americano dice che le organizzazioni di successo hanno queste caratteristiche:

–       un processo di selezione naturale che attrae persone straordinarie,

–       una cultura specifica, diffusa e basata sui valori,

–       regole chiare e condivise,

–       qualcosa di diverso, di extra,

–       una visione che appassiona.

Io credo che vivere in un ambiente così porti felicità e soddisfazione.

Ora per avere una squadra devi chiederti: che team voglio? Chi sono le persone che voglio attrarre?

In questi giorni ci sono molte emergenze: la Libia, il terremoto in Giappone con le conseguenze gravissime, il teatrino politico italiano, la crisi e tutto il resto. C’è bisogno di Leadership e di gioco di squadra. Purtroppo ci sono pochi Leaders, pochi giocatori di squadra ma io credo che siamo in molti ha sentire il bisogno di avere una guida o di dare una guida alla nostra squadra. Credo anche che con un po’ di coraggio possiamo tutti fare la nostra parte.

Claudio

 

Gli insegnamenti di un ghiacciaio

By | Riflessioni

Mercoledì siamo andati a sciare al ghiacciaio Morteratsch vicino a St. Moritz. Il tempo era straordinario, nemmeno una nuvola nel cielo blu. La temperatura perfetta come la neve. Una meraviglia!

Appena arrivati abbiamo dovuto aspettare un po’ per la funivia, è la settimana di carnevale c’è un po’ di gente. Vabbé aspettiamo …

Di tutte le piste nel circondario di St. Moritz queste di Diavolezza, secondo me, sono le meno belle. Intendiamoci le meno belle perché qui sono tutte belle. Il paesaggio però è mozzafiato. Questo ghiacciaio ogni anno si scioglie un po’, purtroppo i nostri nipoti potrebbero non vederlo.

Le piste sono piene di gobbe, serve buona tecnica e gambe ecco perché si viene di mercoledì, sei abbastanza allenato ma non troppo stanco. Il Maestro ci spiega la tecnica ancora una volta ci da qualche consiglio e ci dice di lasciare le caviglie dietro e il busto davanti. Poi parte.

Alla prima pausa ci ricorda che dobbiamo scegliere una traiettoria immaginaria e poi seguirla se decidiamo mentre sciamo perdiamo equilibrio.

Alla seconda pausa ci dice che è più importante aver ritmo che prendere velocità.

Alla terza ci fa notare che le gobbe possono essere ostacoli ma se le usiamo sono una risorsa, se le usiamo per curvare tutto sarà più facile.

La giornata è stata bellissima. Alla fine nella pista che arriva giù a valle ci siamo fermati per vedere la grotta di ghiaccio vivo, uno spettacolo della natura. Muri di ghiaccio e pavimento di ghiaccio da cui sgorga dell’acqua. Per berla devi inginocchiarti e se lo fai (io ovviamente l’ho fatto) godi di un’acqua eccezionale…

Un’esperienza da ricordare per sempre…

Tornando in hotel ho pensato alle lezioni che questo ghiacciaio millenario mi ha insegnato. Eccone alcune:

  1. Abbiamo dovuto aspettare alla funivia, come del resto nella vita devi a volte aspettare per avere cose straordinarie, non tutto arriva quando lo vorresti ma se rimani e non molli arrivi alla vetta.
  2. Il ghiacciaio si sta sciogliendo, non tutto sarà sempre lì, vale la pena goderne adesso. Quando non ci saranno più sarà tardi. I tuoi figli diventeranno grandi, tu vecchio e così i tuoi cari. Goditi qualche momento adesso prima che sia troppo tardi.
  3. Prima di andare a sciare sulle gobbe fai un po’ di gambe ma non aspettare troppo. Mercoledì è un buon giorno, decidi tu quando è il tuo mercoledì.
  4. Busto davanti e caviglie dietro dice il Maestro, come nella vita prima metti testa e cuore e poi parti con le gambe.
  5. Scegli la tua traiettoria prima di partire, definisci i tuoi obiettivi prima di iniziare non durante.
  6. Il ritmo è più importante della velocità. Come nella vita non è importante andar veloci è importante andare bene costantemente.
  7. Le gobbe e le difficoltà sono ostacoli ma se li usi possono servirti. Basta farne buon uso, dopotutto sono li, non li puoi togliere. (E poi sarebbe noioso avere sempre una pista perfetta).
  8. Per bere l’acqua dovevamo inginocchiarci e non tutti volevano farlo. Come nella vita per bere l’acqua più buona a volte devi fare cose che non hai voglia (o forza) di fare ma se le fai potrai godere dell’acqua più fresca e più pura che abbia mai bevuto.

Abbiamo passato una settimana bellissima: sole tutti i giorni, neve perfetta e piste da favola. È stata la nostra prima settimana bianca di famiglia e rimarrà nei nostri ricordi per sempre… Nancy ha messo gli sci per la prima volta dimostrando tutto il suo coraggio e intraprendenza, Martina ha sciato per la prima volta sulle alpi svizzere, Carolina ha fatto il suo primo spazzaneve e io ho conosciuto una nuova tecnica sciistica, quella neozelandese… ci siamo divertiti e abbiamo imparato qualcosa ogni giorno.

Mercoledì oltre al Maestro di sci io ho anche imparato dal ghiacciaio Morteratsch.

Claudio

Personal Branding

By | Extraordinary

Venerdì scorso ho passato una bellissima giornata con i Coach di Extraordinary. Abbiamo imparato da Luigi Centenaro concetti e strumenti di Personal Branding.

È stata una giornata veramente straordinaria, imparare è sempre bello e ancor più bello è farlo da chi è super esperto. Il bello di Luigi è che non solo sa ma è. Piccolo dettaglio ma secondo me determinante.

Al giorno d’oggi il Personal Branding o il Marketing Personale o il Carisma sono necessari. Il modo in cui possono essere fatti molteplici. Secondo me ci sono due modi: bene e male.

Luigi lo fa benissimo perché non ti aiuta a costruire il personaggio che poi devi interpretare fa l’opposto. Ti aiuta a capire chi sei e poi ti aiuta a capire come comunicarlo al mondo. Il carisma insegnato da quelli bravi segue lo stesso concetto, non impari a comportarti (fare) in un certo modo, impari a essere carismatico poi i comportamenti vengono da sè.

Luigi parla di congruenza, di dire quello che pensi e non quello che è politicamente corretto (una volta si chiamava onestà), di essere rispettoso, di ascoltare la rete e i suoi feed back, di dare invece di chiedere … che bei concetti!

In un settore come il mio dove apparire sembra essere così importante è bello vedere che c’è chi crede ancora nella sostanza. Non ho nulla in contrario nel chi (come me) vuole apparire bello, la forma conta (non farei PNL se non credessi a questo) ma ricordiamoci del contenuto.

Tra l’altro essere veri paga di più, soprattutto nel mondo virtuale come Luigi potrebbe spiegarti meglio. Cosa significa che devo dirti tutte le volte che litigo con mia moglie o tutte le volte che faccio una cazzata? Ovviamente no, la mia bacheca di Facebook non basterebbe. Quello che si intende è più semplice. Sii vero con te stesso e con gli altri. Sii te stesso, il che significa unico, irripetibile, diverso … straordinario.

Dai al mondo quello che sei, è il tuo dono. Abbiamo bisogno di Leaders e tu sei uno, forse in piccolo ma sono tanti piccoli a fare qualcosa di grande. Luigi ci ha spiegato che in rete chi dà di più viene premiato, è un po’ come in natura. Funziona così anche nel mondo degli uomini infatti più dai senza aspettarti nulla indietro più ritorna. La vita è fatta di paradossi!

Grazie Luigi per una giornata straordinaria al Coaching Lab! Grazie ai Coach per aver sempre fame di sapere.

Claudio