Nell’articolo di settimana scorsa, ho paragonato iniziare a fare un percorso di crescita personale all’imparare ad andare a cavallo.

Oggi, vorrei parlarti di quanto ci si può sentir soli in quel viaggio.

Quando inizi, potrebbe capitarti quello che è accaduto a me. Mi sentivo solo. Succede sempre quando fai qualcosa di nuovo o di diverso, come ad esempio iniziare un percorso di crescita personale oppure lasciare il tuo lavoro sicuro per fare altro. Io, per non farmi mancare nulla, ho fatto entrambi nello stesso periodo.

Quando ho iniziato, solo la mia famiglia di origine era dalla mia parte, tutto il resto del mondo non mi capiva o mi prendeva in giro.

Lasciavo una carriera sicura per un lavoro non sicuro, e tutto per colpa di corsi di formazione con dei “guru” ammmmericani!

Tutto è iniziato con le mie scelte alimentari che, al tempo, mi portarono a essere vegetariano. Vent’anni fa non era facile, non andava di moda evitare carne, era così strano che quando lo dicevo ai camerieri nei ristoranti mi chiedevano “e perché?”.

La maggior parte delle persone con cui parlavo con entusiasmo di come stavo bene e dei risultati delle mie scelte di vita o mi prendevano in giro o non mi capivano, tutti cercavano di farmi tornare sui miei passi.

Per proteggermi, mi sono chiuso nel mio mondo, rimanendo da solo.

Poi ho capito.

Ho capito che dovevo trovare altre persone con cui confrontarmi. Certo i miei amici e i miei parenti rimanevano nella mia vita, ma dovevo aggiungere altra gente al mio giro. Persone che come me volevano migliorare e che credevano nelle cose in cui credo io. Frequentare sempre gli stessi individui e cambiare la mia vita, non erano due cose che potevano combaciare.

È impossibile cambiare in meglio la tua vita se fai le stesse cose, lo stesso vale per le persone che frequenti.

Non è stato facile. Nonostante sapessi che era la cosa giusta, nonostante le ricerche confermano che il gruppo dei pari è determinante, facevo fatica a “mollarli” perché ero affezionato a loro.

Poi, ho anche capito che potevo “frequentare” persone a distanza, e non parlo di social network, all’epoca non esistevano. C’erano i libri e gli audiolibri con cui potevo immaginare di ascoltare gente nuova. Ovviamente ho scelto solo i migliori.

Con alcuni di loro ho fatto quello che ho sempre fatto con David Bowie, mi immaginavo di poterci parlare e di avere delle conversazioni. Sono state, e sono tuttora, utilissime.

Nel frattempo nei corsi conoscevo persone. Molte erano meglio di me in qualcosa. Con molti di loro ho stretto un’amicizia, spesso difficile da coltivare a causa della distanza geografica, ma ne valeva sempre la pena. Tra di loro c’era anche Gerry, il fratello di Nancy (ora mia moglie), ma questa è un’altra storia.

Con gli italiani, che andavano a questi corsi negli USA, abbiamo creato un gruppo, ci trovavamo di tanto in tanto per tenerci “in bolla” l’un l’altro; sono stati momenti bellissimi.

Con molti ci siamo persi, le nostre vite hanno preso strade diverse ma so che nel cuore il sentimento è rimasto. Lo so, perché quando ci rivediamo è come se il tempo non fosse mai passato.

Ora ho molti amici nuovi rispetto a quando ho iniziato tutto. Alcuni di quelli vecchi ci sono ancora, altri non fanno più parte della mia vita. Quelli, ormai non più nuovi, e quelli rimasti dal gruppo dei vecchi sono parte integrante della mia vita. Alcuni per me sono come famiglia.

La cosa più affascinante, è che quando ci penso mi convinco che cambiare le persone che frequentavo, è stata una delle cose più importanti. Inoltre, capire che non potevo far tutto da solo è stato decisivo.

Quando intraprendi qualcosa di nuovo a volte ti può sembrare di essere solo. A volte, di fatto, sei solo. Quando capita tieni duro, ma cerca compagni di viaggio. Non sei solo, a meno che tu lo voglia essere. Siamo in tanti a fare il tuo stesso percorso, devi solo cercarci per trovarci. Serve un po’ di umiltà e coraggio.

Non sei solo, nessuno è solo. Siamo tutti in compagnia di chi vogliamo sia al nostro fianco.

Claudio

6 Risposte

  1. Cristian Sannino

    Bell’articolo Claudio, un po’ mi rispecchio nella tua storia e mi fa piacere sentirlo raccontare da uno come te che reputo un buon esempio, purtroppo quando al cambiamento c’è tanta resistenza non puoi far altro che capire quanto stai sbagliando amicizie, bisogna trovare il modo di unirti con il gruppo dei pari per andare nella direzione voluta, ma per chiedere aiuto cosa intendi ?
    Un abbraccio

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  2. Luigi Luvinetti

    Sai, un pò ti capisco…è, in un certo senso, quello che è successo a me quando ho deciso di lasciare casa mia e i miei amici in Sardegna, per trasferirmi in Friuli. Sentivo che dovevo andare via per crescere e così è stato. Laurea, Master , un paio di cinture nere, una Moglie meravigliosa, un cavallo e tante soddisfazioni lavorative…ora è arrivato il momento di premere l’acceleratore e andare più in profondità: Corso N.L.P Practitioner a Udine a gennaio…Sono sicuro che troverò nuovi compagni di viaggio che mi aiuteranno a crescere ancora. Leggo sempre con piacere i tuoi articoli e spero di riuscire a incontrarti …prima o poi.
    Luigi Luvinetti

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  3. teresucci64

    ….. Il cambiamento e’ un’avventura che richiede molto coraggio, ma , se si insinua nella tua testa diventa un processo inarrestabile come un parto che inevitabilmente genera un nuovo essere…. Ecco quello che genera gli articoli di Claudio e’ assimilabile ad una nuova vita …
    Bravo Claudio e sostienici, noi che abbiamo intrapreso questa strada cosi solitaria e difficile.

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  4. Melita

    Bellissimo il testo per me non poteva essere il miglior momento per leggerlo. Ne sto pensando da qualche tempo, sento la solitudine e nello stesso momento come uno sradicarsi dai soliti giri e persone, per alcune addirittura sento il desiderio di escludere dalla mia compagnia e non hanno fatto nulla di particolarmente strano. Semplicemente come se mi sentissi satura da un lato e dall’altro tanto desiderio di persone , altre, con le quali posso condividere certi temi, i temi che non sono per tutti. Anche io come te nello stesso momento mi sono trovata sulla strada della trasformazione e crescita e ho abbandonato un lavoro sicuro. È dura lo so ma so anche che indietro non tornerei. A differenza di te non so se e quando decollerò,non so in che cosa mi trasformerò. Per adesso sono in pieno della tempesta. Grazie mille per questo testo. Per me ha un grande valore. Un abbraccio

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  5. Maria Christina

    La solitudine per me in questo periodo è l’unica scelta che mi faccia stare bene. Ogni settimana rispondi alle domande che ho dentro…hai una capacità meravigliosa di essere in sintonia con l’Universo e con chi vuole crescere nonostante i mille ostacoli.
    Confermi ogni volta che niente è impossibile se lo si vuole veramente e SE SENTI CHE SIA LA STRADA GIUSTA PER TE e lo racconti parlando di esperienze davvero vissute e questo è di grande conforto ed esempio, mi permette di alzare l’asticella di elevare gli standard e di non arrendermi mai! Grazie Coach!

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  6. Morire senza rimpianti | Claudio Belotti

    […] Nell’articolo di settimana scorsa ho parlato di come alcuni amici vanno persi, o meglio cambiati. Ce ne sono altri che però perdiamo senza un vero motivo, persone a noi care che non sentiamo più perché le strade sono diverse. Oppure persone che frequentiamo troppo poco per mancanza di tempo, magari per troppo lavoro o banale pigrizia. Non lasciare che questo accada. Tutte le ricerche sulla felicità dicono che le persone felici sono tali perché fanno tante belle cose (fanno, non hanno), e le fanno con altre persone. […]

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