Nel viaggio dell’eroe (la metafora di Joseph Campbell molto usata in PNL), ci sono due figure importanti che accompagnano il protagonista: i mentori e i guardiani. I primi ti aiutano a crescere, ti sfidano ad andare oltre, ti spingono a essere migliore. I secondi cercano di tenerti come sei, ti limitano, ti dicono che è meglio lasciar perdere. Entrambi fanno quello che fanno perché ti vogliono bene, hanno solo due modi opposti di farlo.

Abbiamo tutti mentori e guardiani nelle nostre vite. A volte sono addirittura le stesse persone che in alcuni momenti, o aree di vita, prendono un ruolo o l’altro. Sono utili, direi necessari. Senza di loro saremmo soli nel nostro viaggio.

Nella versione del viaggio dell’eroe di Joseph Campbell non c’è una figura che secondo me c’è nella vita reale di tutti: gli uomini piccoli.

Gli uomini piccoli sono come i guardiani, cercano di limitarti, ma a differenza di quest’ultimi non lo fanno perché ti vogliono bene, lo fanno perché hanno paura.

Vedono e sentono la tua forza inespressa. Conoscono il gigante dentro di te e vorrebbero rimanesse addormentato. Se uscisse, ricorderebbe la loro mediocrità fatta di giochetti sporchi, di sotterfugi e di meschinità.

Non c’è nulla di male nell’avere difficoltà nella vita. Le abbiamo tutti. Non c’è nulla di cui vergognarsi nell’avere paura, è un’emozione naturale. La paura però ci blocca, ci limita.

I guardiani hanno paura che tu ti faccia male nel crescere, ti vorrebbero sempre come sei per non rischiare nulla.

Gli uomini piccoli hanno paura che tu cresca al punto di non essere più controllabile perché, come già detto, se crescessi dimostreresti le loro stesse mancanze, renderesti visibile la loro piccolezza.

La cosa buffa è che nonostante la loro evidente piccolezza, si sentono grandi. Hanno qualcosa da dire su tutto e tutti. Pontificano e giudicano. Ti dicono cosa è meglio senza sapere chi sei, cosa vuoi o di cosa stanno parlando…

I mentori ti mettono in difficoltà per obbligarti a crescere. Vedono le mancanze in te, o nel tuo piano e te le mostrano chiedendoti di riempirle. I guardiani vedono le stesse cose ma ti chiedono di nasconderle, di far finta che non esistono. Gli uomini piccoli le vedono, non te le mostrano, così non migliori e le possono usare contro di te.

Io più che uomini piccoli preferisco chiamarli con il loro vero nome: gli stronzi!

Gli stronzi vorrebbero un mondo pieno di persone più piccole di loro per potersi sentire grandi. Vorrebbero che tu rimanessi pauroso, dubbioso e senza risorse per gestirti. Vorrebbero che tutto fosse sotto controllo, senza sbalzi, senza nulla di difficile da gestire.

Ma, se tu sei l’eroe (o l’eroina), non puoi rimanere fermo. La vita ti porterà sfide che accetterai e quindi crescerai, migliorerai. Ad ogni passo i mentori e i guardiani ti affiancheranno. Così faranno anche gli stronzi.

Questi ultimi faranno di tutto per fermarti. Saranno spietati. Non ascoltarli! Più successi avrai,  più cercheranno di ferirti, di toglierti energia, autostima… tutto. Non ascoltarli!

Segui il gigante che è dentro di te.  Segui il tuo cuore/anima/passione. Scegli bene i mentori, i guardiani e tutti gli altri compagni di viaggio.

Evita gli stronzi. Sarà difficile farlo, come le sanguisughe ti si appiccicheranno addosso. Loro non sopportano vederti felice e soddisfatto, è come un fallimento personale per loro.

Se lasci che la loro influenza prenda il sopravvento diventerai uno di loro. Un po’ come i vampiri che, una volta che ti hanno tolto tutto il sangue, ti rendono a tua volta un vampiro.

Ce ne sono già tanti di stronzi in giro. Abbiamo bisogno di eroi ed eroine che possano diventare mentori per altri futuri eroi.

Conto su di te.

Claudio

 

 

 

3 Risposte

  1. Vittorio

    Come dico sempre ci sono persone la cui vita è talmente triste che l’unica gioia cui riescono ad aspirare è un tuo fallimento.
    E sono quegli stronzi che non potendoti raggiungere cercano in tutti i modi di fermarti.

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  2. Enrico Varignana

    Ciao Claudio, volevo ringraziarti per quanto scritto perché mi ha arricchito. Un abbraccio Enry.

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  3. Anna

    Grazie Claudio, mi ha fatto piacere leggere queste parole, ho avuto giusto a che fare con oggi uno di questi personaggi… Mia mamma dice che la soddisfazione di un fallito è vedere un altro che va in malora. Per fortuna le persone belle sono di più! Un abbraccio, Anna

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