Che siamo nell’epoca del selfie (dell’Io) è evidente.

Sui social parliamo tutti di noi stessi.

In metropolitana le persone che salgono, una volta sul treno, si piazzano dove vogliono incuranti del fatto che anche altri devono salire o scendere.

I ciclisti si mettono in gruppo incuranti delle auto.

Gli automobilisti guidano senza considerare le bici.

I runners attraversano uscendo dal nulla perché tanto sono sulle strisce.

Tutti ad esercitare la propria libertà

Tutti a reclamare i propri diritti.

Alcuni gay che vogliono le unioni civili (e magari l’adozione), sbraitano facendo esempi assurdi di casi estremi di genitori etero delinquenti.

Alcuni etero contrari ai gay, vomitano il loro giudizio elencando casi di omosessuali stupidi che non hanno buon senso.

Negli hotel c’è sempre qualcuno che rientra tardi, magari brillo, pensando che ci sia solo lui e che chi dorme debba essere svegliato.

Per non parlare di quelli che, con le quattro frecce, pensano di poter parcheggiare ovunque.

Che succede?

Sono un grande promotore della libertà personale. Dell’autodeterminazione dei popoli. Del vivere la vita come tu la vuoi e del prendere in mano la tua felicità.

Vorrei solo ricordare a tutti noi, me compreso, il vecchio detto che spiega che la mia libertà finisce dove inizia la tua.

Le grandi filosofie del passato, come le grandi religioni, ci consigliano di dare invece che chiedere. Il buon senso ci consiglia di amare invece di cercare amore. In poche parole, ci insegnano a non essere egoisti.

Nonostante questo molti pensano ad arraffare. Cosa c’è per me? Perché dovrei iniziare io? Come posso prenderne di più?

E se incominciassimo tutti ad essere più educati, gentili, disponibili?

Se ascoltassimo le ragioni di chi la pensa in modo diverso, chiede cose diverse o è solo un nostro vicino?

Nel pianeta saremo sempre di più numerosi e diversi tra noi. Sempre più inter-connessi e sempre di più a condividere gli stessi spazi.

Se troviamo un modo per convivere bene, saremo tutti più sereni e felici.

Non ci vuole molto. Basta uscire dal nostro piccolo mondo/modo di pensare/egocentrismo/necessità di avere ragione.

Chi lo fa dice che la vita migliora. Che sei più felice. Che hai meno stress/rabbia e la tua esistenza diventa persino più ricca.

Secondo me vale la pena provarci.

Love on ya!

Claudio

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6 Risposte

  1. Marco Lamacchia

    Una cosa facile, ho provato a incominciare a salutare tutti quelli che incontro al parco mentre corro la mattina presto, rispettando il galateo del runner.
    Anche con facce accigliate, che esprimono dialoghi interni in massima espressione, riescono a cambiare immediatamente espressione, sorridere e ricambiare. Immediatamente dopo mi pervade il brivido dell’aver potuto cambiare lo stato o chissà che della persona incontrata. Da allora provo sempre a fare io il primo passo.
    Grazie coach per gli insegnamenti.

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  2. Rita

    Sulla terra c’è spazio a sufficienza per tutti. Ma questo stesso spazio è occupato e preteso da sedicenti aventi diritto. La domanda è “chi ha dato questo diritto?”. Egoismo, causa di ogni male, è secondo me il nome che andrebbe sostituito a “Terra”. Sarà che non sappiamo più insegnare a noi ed ai nostri figli cosa è la società ed il sociale? Sarà che abbiamo travisato il termine Libertà? …..sostituendolo con il motto “morte tua, vita mia”? Condivido appieno la sua posizione, sig. Belotti, e piuttosto che strategie per vincere, escogiterei strategie per cambiare, la vittoria è una conseguenza naturale e coinvolgente, abbraccerebbe tanti. Grazie per il suo pensiero, è ristoratore.

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  3. Giancarlo

    Hai dimenticato un esempio a noi caro: chi si accampa al bancone del bar e sta lì per mezz’ora…
    Comunque è vero, sento l’argomento trattato particolarmente.

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  4. Massimiliano

    Penso la parola chiave sia EMPATIA.
    Perché la maggior parte delle persone non sono empatiche?
    Credo che in un sistema dove tutto o quasi è basato sulla competizione, diventa più facile considerare il prossimo come un avversario anziché come una persona a cui fare del bene. E’ come con un bilancio, l’avere deve essere maggiore del dare, i ricavi devono essere maggiori dei costi altrimenti non c’è un utile ma una perdita.
    Ci siamo così abituati a ragionare in questi termini che anche quando non c’è nessun utile in gioco ci comportiamo allo stesso modo, come in metropolitana dove non pensiamo a cedere il nostro posto ad una persona più anziana, dove più che egoisti diventiamo semplicemente maleducati.

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  5. Danilo

    Vero. Nel momento in cui smetteremo di pensare solo a noi stessi seguendo la filosofia della sopravvivenza, che oggi insegna la società, (quella del fai un lavoro che non ti piace e aspira ad una pensione)e inizieremo a portare valore nella vita delle altre persone pensando più al bene comune. Creeremo un mondo migliore

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