Lì per lì non avevo tanta voglia di andare al cinema per vedere un film d’animazione ma era qualche giorno che non passavo un po’ di tempo con le mie bimbe quindi sono andato. Abbiamo visto: “Pirati! Briganti da strapazzo” che narra delle avventure di Capitan Pirata e della sua ciurma.

Capitan Pirata è un pochino sfigato. Vuole a tutti i costi vincere il premio Pirata dell’anno e battere il suo acerrimo antagonista. Purtroppo non riesce a fare un arrembaggio degno di un Pirata e continua a essere sempre più sconsolato.

Dopo una serie di fallimenti attacca la nave di un ricercatore che nota che Capitan Pirata non ha un pappagallo, come lui pensa, bensì un uccello rarissimo, forse l’ultimo esemplare rimasto. Questo ricercatore lo convince ad andare con lui a Londra (città dove risiede la nemica Regina) per presentare il volatile a un meeting scientifico per vincere il premio di miglior scienziato dell’anno. Non è il premio che vuole, ma è pur sempre un gran premio.

Tralascio i dettagli, dopo varie peripezie  Capitan Pirata vende il suo adorato “pappagallo” alla nemica Regina per avere una nave piena d’oro per tornare così dagli altri Pirati e vincere il premio. Cosa che succederà. Sul più bello però, l’acerrimo nemico dice a tutti come Capitan Pirata ha avuto l’oro e quindi il premio gli viene negato. La ciurma, delusa dalla menzogna del loro Capitano e dal pensiero che lui avesse venduto uno di loro alla Regina, lo lascia.

Rimane così solo e senza premi.

Nel frattempo lo scienziato lo informa che la Regina non ha comprato il volatile per averlo nello zoo come aveva detto, bensì per mangiarlo! E qui si sveglia l’eroe.

Capitan Pirata si riprende dall’ossessione di vincere il premio, ora quello che conta è salvare il suo amico. Così decide di assaltare, da solo, la nave della Regina.

Lo scienziato gli dice “ma è impossibile!”.

E lui risponde “è impossibile solo se ti fermi a pensarlo!”.

L’obiettivo non è più il premio ma salvare l’amico. La differenza è enorme. Questo obiettivo ha delle buone ragioni. Ha uno scopo nobile, è legato a emozioni e valori (che poi sono emozioni) profondi.

Nel mio ultimo audio libro parlo di definire prima lo scopo (le ragioni) e poi la visione. Quasi tutti fanno il contrario. Io stesso per anni ho chiesto per prima cosa “quale è l’obiettivo” e poi “quali sono i motivi”.

Se decidi prima cosa vuoi e poi perché lo vuoi potresti cadere nella bugia di volere qualcosa che non vuoi veramente. O come per Capitan Pirata desiderare troppo qualcosa che riempie un vuoto.

Se decidi prima perché vuoi quello che vuoi, perché fai quello che fai, perché esisti, tutto cambia… Certo forse non ricordi quale è lo scopo della tua anima, o forse credi che non ci sia un’anima e allora devi inventarti uno scopo.

Perché fai quello che fai? Perché vuoi quello che vuoi? Chieditelo.

Quando avrai quelle risposte che ti fanno venire un brivido giù per la schiena, o che fai fatica a dire per l’emozione vedrai che il resto verrà da solo.

Inoltre nulla sarà più impossibile, con così tanta motivazione non ti fermerai a pensarlo!

Buona settimana.

Claudio

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1 risposta

  1. Cristian Paganoni

    penso che la storia che hai raccontato
    racchiuda un segreto davvero importante
    che puo fare la differenza tra l’essere felici
    oppure insoddisfatti.
    grazie

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