Anche stamattina è una parola che ho sentito dire poche volte. Accompagnando mia figlia all’asilo ho incrociato qualche mamma, come mi ha insegnato la mia le ho guardate, sorriso e detto buongiorno. In alcuni casi ho avuto la risposta, in molti nulla. Forse pensano che sto facendo il marpione ho pensato e così come tutte le altre mattine sono andato per la mia strada.

In macchina ho dato strada lasciando che qualche automobilista si immettesse da una via secondaria, uno mi ha ringraziato, gli altri nulla. Non che lo facessi per il grazie, è una questione di educazione e senso civico, poi odio aspettare quando tocca a me, però un gesto di gratitudine mi sarebbe piaciuto.

Una Signora anziana che ha attraversato grazie al fatto che mi sono fermato ha insultato più o meno tutti, me compreso, perché nessuno la lasciava passare.

Al bar, a parte il barista che mi ha fatto il caffè, nessuno sguardo, nessun cenno.

Faccio un po’ fatica a insegnare la buona educazione alle mie figlie se il mondo che le circonda è questo.

Forse sono più vecchio di quanto pensassi ma io ricordo che mi hanno insegnato ad essere gentile, a salutare, a dare strada, a sorridere…

Lo so che c’è Facebook, le mail e persino i blog da leggere ma forse sarebbe meglio alzare la testa da quelli schermi e vedere le persone vere che ci stanno intorno.

Parlando di Facebook, sii gentile se non ci conosciamo e mi chiedi “l’amicizia” fammi la cortesia di mandare un messaggio per presentarti. Il fatto che abbiamo “amici” in comune non vuol dire molto. Non per me.

Oggi vado al mare. Anzi no, vado a Rimini che è diverso. Nelle vacanze estive voglio focalizzarmi sull’essere un po’ più gentile. Lo fai anche tu? Forse se siamo in tanti a salutarci la mattina riusciamo a convincere anche chi resiste a non farlo.

Buon week end e buona notte rosa in Romagna!

Claudio

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7 Risposte

  1. Maurizio

    …ma quanto hai ragione!!!!
    …magari ci si vede dopo più di 10 anni alla Notte Rosa!!!
    ciao Claudio!!

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  2. stefano

    D’accordissimo con te! Mi ricordo una frase letta non ricordo dove : ” Quando incontri qualcuno che conosci ( anche solo di vista) salutalo sempre. Per primo. ” Io cerco di farlo ( con un bel sorriso) e mi diverto a vedere la sorpresa di chi riceve il mio saluto.
    Poi rifletto: ” Ma perchè una persona che saluta e sorride..sorprende??”

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  3. Anna Sala

    Buongiorno Claudio,

    mercoledì mattina sono rientrata a Milano e ho preso la metropolitana a Sesto San Giovanni direzione Duomo.Essendo Sesto il capolinea ho trovato subito posto e me ne sono “appropriata” in fretta perchè ero intenta nella lettura di un libro.Ad ogni fermata mi piace alzare lo sguardo per vedere chi sale e chi scende e a quel punto sono saliti due signori anziani (la signora era ancora molto arzilla,lui un pò meno)e istintivamente mi sono alzata per cedere loro il posto.La signora accanto a me ha fatto la stessa cosa e i due si sono seduti ringraziandoci più e più volte e facendoci notare che molto spesso sono loro a dover chiedere se qualcuno gli cede il posto!!!!!!!!
    Guardandomi intorno ho visto che nei posti occupati accanto al mio erano sedute persone più grandi di me,ma anche persone decisamente più giovani che non hanno fatto una piega davanti a tutto questo!!!
    Arrivata in Duomo sono scesa e ho salutato i due “vecchietti” che ancora hanno sottolineato come poche persone cedono il posto,salutano ecc…
    Io non credo,anzi sono certa di non aver fatto nulla di straordinario e mi lascia un pò di amarezza sapere che al giorno d’oggi fare dei gesti che sono quelli della buona educazione vengano considerati merce rara…

    Buon week end

    Anna

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  4. Elisabetta

    Ciao Claudio, è vero che spesso le persone sono un po’ chiuse in sè e magari neanche ti vedono… figuriamoci salutare!!! Quello che noto è che se hai la costanza di sorridere e salutare e ringraziare sempre, in ogni luogo che frequenti, dopo un po’ anche le persone che incontri ti salutano a loro volta… è una questione di “abitudine”… dobbiamo “educare” anche chi ci sta intorno, non solo i nostri figli! E il modo migliore di insegnare è fare per primi. Mio figlio (5 anni) l’altro giorno mi ha detto: “mamma le prossime volte anche andiamo insieme al bar, lascia che sia io a dire “grazie” quando usciamo!”. Sono sicura che le tue principesse non faranno fatica ad imparare da quello che tu fai! indipendentemente dalla risposta del “mondo”… Buon weekend!

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  5. stefano

    Forse si fa fatica a pensare agli altri quando, per tanti motivi, piano piano ti ripieghi in te stesso, forse è una difesa anzi ,probabilmente, lo è.
    Sono dei recinti che si costruiscono nel tempo, e come tutti i recinti tengono fuori le cose brutte ma, purtroppo, non fanno discriminazioni e tengono fuori anche quello che c’è di buono nelle persone e nella vita in genere.
    il difficile è fare in modo che una porta si possa sempre aprire, ma costa fatica, vuol dire superare le paure, mettersi in discussione e dare fiducia agli altri….è difficile di questi tempi.
    Effettivamente dobbiamo cercare di recuperare qualcosa che si è perso o che fatichiamo a trovare dentro di noi: penso che abbia a che vedere con i valori, queli veri.
    la vera rivoluzione può solo partire da dentro di noi, non da fuori.
    Salutami Rimini ( bei ricordi di un corso di qualche anno fa ), io devo finire un libro…

    Stefano

    Rispondi
  6. Enio

    Caro Claudio condivido tutto quello che hai scritto perchè spesso mi capita di vivere le stesse tue situazioni.
    Ho notato che i giorni in cui maggiomente saluto o mi fermo con l’auto a far passare un ‘auto da una via secondaria,sono i giorni in cui sono più rilassato e quindi vado meno di corsa.
    Adesso mi rendo conto che quando non lo faccio è perchè con la mente sono immerso in altri pensieri e non vedo i bisogni degli altri.
    Ti ringrazio per la tua riflessione così che in futuro sarò più cosciente e consapevole del mio agire.
    Un caro saluto
    Enio

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  7. Stefano Caccavari

    ciao Claudio, nel Sud Italia per mia esperienza siamo più calorosi… o forse è il mio Sistema reticolare attivatore che vede sempre questo.. a volte saluto gli estranei con un SALVE o Buongiorno e mi gusto quel momento di “sorpresa” imbarazzo che provano.. e io mi diverto… mi piacerebbe un giorno dalle piccole alle grandi città che tutti ci sentissimo più uniti, interconnessi come dici tu nel tuo libro ( la lettura prosegue, ancora complimenti) e ci salutassimo e rispettassimo tutti di più…. se ci vediamo come cellule è buffo: perchè sembra che le cellule del tuo piede non parlino col le cellule delle tue mani perchè ” non si conoscono” a prima vista ma fanno parte tutti dello stesso sistema (corpo- umanità) … forse chiederemo + spesso l’amicizia su facebook… forse è il collante giusto forse no… :)) dopottutto abbiamo solo 6000 anni di storia alle spalle… no ?? 🙂

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