Pensavo fosse un detto bergamasco, che ovviamente suona meglio in dialetto, ma su internet leggo che forse è napoletano, chissà…

Il mito della “beata ignoranza” è comunque famoso in tutto il mondo, purtroppo. Dico purtroppo, perché qualcuno ci crede pure e ne ha fatto uno stile di vita.

Come forse sai io non sono laureato e non me ne vergogno. Per un certo periodo della mia vita ho avuto un qualche senso di inferiorità, ma è stato tempo fa. Leggendo della vita di alcuni grandi della storia non laureati ho poi cambiato idea.

Non credo che la laurea determini la tua intelligenza, il tuo valore o il tuo successo. Nello stesso tempo credo che studiare, crescere e formarsi sia necessario.

Della classe in cui ero alla Scuola Alberghiera, come capita spesso, noi che non eravamo i migliori della classe abbiamo fatto più strada.

Uno dei peggiori studenti di allora è un ristoratore rinomato che rappresenta l’Italia in festival culinari nel mondo, un altro è un manager di una catena alberghiera importante, un terzo è addirittura professore alla stessa scuola. Io ho cambiato lavoro e settore… e sono qui.

Nessuno di noi ha frequentato l’università. Uno lo ha fatto per un po’, ma penso più per rimorchiare che per prendersi una laurea. Tutti però abbiamo fatto la nostra strada. Sai perché?

Perché abbiamo continuato a studiare.

Lo abbiamo fatto sui libri, nei corsi, durante i seminari. Abbiamo affiancato veri e propri maestri, siamo andati in giro per il mondo a cercare risorse. Non siamo andati nelle aule universitarie ma abbiamo studiato e lo facciamo ancora.

Non so se tu hai fatto l’università. Se sì, sai che quello che hai imparato ti è servito. Forse non per il lavoro che fai ma per pensare meglio. Prendi l’arte e mettila da parte si dice.

Si parla spesso di persone come Bill Gates o Steve Jobs quando si vuole parlare di chi non ha fatto l’università e hanno avuto successo. Però spesso si parla poco di quanto abbiano studiato e lavorato per arrivare dove sono arrivati.

Il figlio di David Bowie in un’intervista dice che avere un padre come lui lo ha certamente aiutato nella sua carriera di regista cinematografico. La cosa che gli è servita di più, dice, non è stato tanto il cognome, quanto il fatto che il padre lo obbligasse a leggere tutti i giorni!

Non lasciarti prendere dalla pigrizia o dalla stanchezza. Non credere a chi ha inventato il modo di dire “benedetta ignoranza”, l’ignoranza dovrebbe essere maledetta. Chi non sa subisce da chi sa. Sapere, conoscere e crescere sono gli unici modi per essere libero. Per costruire te stesso e la tua vita.

Coltiva il tuo giardino, come diceva Voltaire, è necessario, un dovere. Al giorno d’oggi nessuno, nemmeno tu, si può permettere di essere normale, cioè nella norma.

Chi è nella norma è facilmente sostituibile. Chi ha qualcosa di extra viene premiato.

Tu, cosa hai di extra? Lo stai coltivando?

Spero di sì.

Buon giardinaggio.

Claudio

P.S. E’ disponibile l’estratto gratuito del mio nuovo libro in uscita l’11 giugno, se lo vuoi scaricare clicca qui 

6 Risposte

  1. Paola

    Ciao, che Mito che sei Claudio, ricordo il primo corso che ho fatto con te, quando in corridoio sei passato, hai rallentato il tuo passo sempre deciso, sei ripassato col passo più veloce e poi al corso mi hai guardato e hai detto: lei ascolta l’inconscio, io avevo proprio la testa come te sulla copertina del libro. Grazie di tutto Claudio e a presto!

    Paola Rosso

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  2. Vittorio

    Come sempre accade sono fondamentalmente d’accordo con te. Ma questa volta con un’eccezione dettata dal confronto con la realtà.
    Anch’io non sono laureato (peraltro io non per scelta, anzi se avessi potuto mi sarei molto volentieri iscritto all’università, ma semplicemente perché non ne avevo i mezzi – si lo so ora qualcuno mi dirà che i mezzi se uno vuole li trova, eppure credimi, io i mezzi non li avevo) e come te non mi sento inferiore.
    E questo per la tua medesima ragione: perché sono andato avanti a studiare.
    Eppure spesso vengo trattato da inferiore.
    E detto sinceramente non ne faccio nemmeno una colpa a chi lo fa, perché spesso è un problema di aspettative. Chi si laura lo fa con l’errata convinzione che grazie alla laurea non avrà problemi, che la vita sarà in discesa. E spesso lo crede perché così gli è stato detto. La nostra (credo di avere giusto qualche anno meno di te) è la generazione a cui i genitori hanno inculcato che “l’importante è avere il pezzo di carta” e di conseguenza è ovvio che chi ce l’ha si sente superiore a chi non ce l’ha.
    E questa contrapposizione crea spesso dei conflitti. Da un lato chi crede che basti una laurea per diventare gli unici tenutari del sapere, dall’altro (perché bisogna essere onesti) chi confonde il mero tempo trascorso con l’esperienza.
    Io invece credo che il vero know-how sia, debba essere, un mix di conoscenza ed esperienza. Ma a volte mi sento solo.

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    • Emma

      Ciao Vittorio, leggo il tuo commento e mi fermo a riflettere; io il pezzo di carta ce l’ho grazie ai sacrifici dei miei genitori e dei miei nonni, ma indovina? Non mi sento né superiore né arrivata. Mi sento molto fortunata perchè grazie ai sacrifici di chi mi vuole bene ho potuto studiare per 4 anni ciò che più mi piaceva. Mio padre mi rinfaccia spesso la poca considerazione in cui tengo questo traguardo, ma a me sta bene così. Sinceramente conosco tanti stronzi laureati con 110 e lode e tanta gente, anche di una certa età, che magari ha frequentato solo la scuola elementare, ma che mi dà lezioni di vita tutti i giorni. Quindi, caro Vittorio, il pezzo di carta prendilo per quello che è: carta! Come hai detto, l’importante è continuare a studiare. Per la laurea, se ci tieni, c’è sempre tempo 🙂
      P.S. Io faccio l’insegnante e quello che ho scritto a te lo dico ogni giorno anche ai miei studenti.

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      • Vittorio

        Cara Emma,
        non vorrei innanzitutto che fosse passato un messaggio diverso da quello che volevo dare, ovvero quello di una totale generalizzazione.
        Fortunatamente non tutti, anzi molti laureati si comportano così.
        E apprezzo anche il tuo messaggio di prendere la laurea per quello che è: un pezzo di carta (peraltro io non penso affatto che lo sia, anzi credo che possa dare un reale vantaggio competitivo anche solo in termini di allenamento al ragionamento).
        Ma, anche nel tuo caso come per quello di Claudio, il tuo ragonamento manca di senso pratico.
        Dato che io non vivo isolato con me stesso, quello che penso io conta relativamente. Se il mio capo laureato pensa che io valgo di meno perchè la laurea non ce l’ho gioco con l’handicap.
        Se faccio un colloquio di lavoro e la laura è tra i requisiti minimi e io non ce l’ho sono tagliato fuori.
        E soprattutto nell’ultimo caso la realtà presenta delle evidenti storture. Posso capire se ad un’azienda serve un ingegnere o un medico, ma io lavoro nel campo commerciale (faccio il venditore), mi spieghi perchè un avvocato neolaureato dovrebbe essere a priori più qualificato di me nel settore bancario/finanziario/assicurativo in cui io lavoro da 20 anni?
        Senza la laurea ti tagliano fuori a priori.
        Abbiamo visto tutti il recente caso di Oscar Giannino. Al di la delle personali simpatia/antipatie quando ha detto che sulla laurea ha mentito per arrivere a certe posizioni che trimenti gli sarebbero state precluse aveva ragione.
        Sai come ho, parzialmente, risolto? Faccio il libero professionista. E allora qualche possibilità in più ce l’hai.

  3. Elisabetta

    Solo un piccolo “appunto”: stupidità e ingoranza sono due cose completamente diverse! La “beata ignoranza” è, come dici, un’affermazione innaturale: siamo fatti per sapere e soprattutto per saper pensare e poi per saper vivere!
    Concordo, da sempre, sul fatto che studiare è utile soprattutto perchè ti costringe a imparare un metodo… ne ho prese 2 di lauree così… e poi ho continuato a studiare altro… e oggi faccio un lavoro per cui la laurea non serve… serve solo “impegnarsi a far bene” e questo l’ho imparato studiando!

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  4. traslochi-nazionali

    Posso solo dire con sollievo che ho trovato qualcuno che sa realmente di cosa sta parlando! Lei sicuramente sa come portare un problema alla luce e renderlo importante. Dovrebbero leggerlotutti per capire questo lato della faccenda.

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